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Mancano 3 giorni all’appuntamento elettorale delle regionali in Emilia Romagna e Calabria. Quelle che sono di fatto delle elezioni amministrative hanno preso rilevanza nazionale, soprattutto l’Emilia Romagna, la “Stalingrado” d’Italia, dove il leader della Lega Matteo Salvini ha deciso di giocarsi il tutto per tutto. Le sue azioni e la sua dialettica hanno trascinato media e opinione pubblica, tanto da creare una contro narrativa che si è concretizzata con la nascita del movimento delle sardine proprio in Emilia Romagna. Questa sera sia l’ex ministro che le sardine sono a Bibbiano, paese che ha attirato interesse urbi et orbi dopo lo scandalo degli affidi su cui sta indagando la Procura.

Perché la conclusione della campagna elettorale a Bibbiano

Ci sono state molte anomalie in questa campagna elettorale per le regionali in Emilia Romagna, a partire dall’attenzione che ha assunto a livello nazionale. Non tanto per i candidati, i cui favoriti sono Stefano Bonaccini, governatore uscente per il centrosinistra, e Lucia Borgonzoni, candidata per la Lega. Gli aspiranti presidenti sono quasi passati sullo sfondo della battaglia che si combatte tra Matteo Salvini e le sardine, antitesi ed espressione di valori culturali e ideologici in opposizione. Questo confronto si è manifestato nella serata definitiva a Bibbiano che, da caso di cronaca su cui indagano gli organi competenti, è diventata bandiera in un parossistico processo di appropriazione da parte della politica.

Il palco di Salvini: “Giù le mani dai bambini”

Apparentemente, Matteo Salvini sembra non abbia voluto giocare sulla politica. Il frontman della Lega non ha voluto simboli di partito sul palco, ma un grande striscione che recita “Giù le mani dai bambini. Sono intervenuti genitori che avrebbero raccontato le loro storie, tra cui la madre di Tommy Onofri, rapito e ucciso a 18 mesi nel 2006. In seguito si è mostrata anche la candidata Lucia Borgonzoni, sempre di sfondo. La senatrice si fece notare al Senato proprio per la maglietta esposta durante una seduta mentre il caso deflagrava, con la scritta “Parlateci di Bibbiano“.

Giù le mani dai bambini.#Bibbiano

Gepostet von Matteo Salvini am Donnerstag, 23. Januar 2020

Salvini ha messo le dinamiche familiari e processuali al centro della serata: “Siamo qua a chiedere giustizia“, dichiara, rimarcando che i figli sono “della mamma e del papà e non dello Stato o della burocrazia“. Dopo la polemiche che l’hanno travolto per aver citofonato a casa di una famiglia di origini tunisine chiedendo se fossero spacciatori, il leghista è tornato sull’argomento: “Voglio l’Italia unita nella lotta contro la droga, quartiere per quartiere, giardinetto per giardinetto, scuola per scuola, senza se e senza ma. Con le buone o con le cattive gli spacciatori vanno cancellati dalla faccia di questo Paese“.

La contro manifestazione delle sardine

A poche centinaia di metri, in piazza VII agosto, si sono riunite le sardine. Il movimento è nato lo scorso novembre dopo che Salvini si è praticamente trasferito in Emilia Romagna, come ha dichiarato lui stesso, per la campagna elettorale. Sventolando sagome del pesce ormai diventato simbolo e cartelli contro la dialettica della Lega, le sardine hanno non hanno dato nessuna indicazione di voto per domenica, avendo comunque tra le fila persone delle più disparate idee politiche. Il denominatore comune è la richiesta di un linguaggio politico pulito e la condivisione di valori come la solidarietà, la non violenza (reale e virtuale) e la politica per l’interesse di tutti i cittadini.

In diretta da Bibbiano.Abbiamo già vinto.#6000sardine

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