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Il ministro degli Esteri iraniano Mohammed Javad Zarif ha dichiarato che è stato arrestato l’artefice del lancio dei missili che abbattuto un aereo a Teheran lo scorso 8 gennaio.

L’annuncio di Zarif

Il ministro degli Esteri iraniano ha dato l’annuncio in un’intervista per il quotidiano tedesco Der Spiegel. Si tratta di un militare e al momento si trova in prigione, non è chiaro però, perché su questo tema il ministro è stato vago, da quanto tempo il suddetto militare si trovi in arresto. 

Il militare sarebbe stato identificato come l’esecutore materiale del lancio dei missili.

Su di lui non sono state rese note ulteriori informazioni. Pochi giorni dopo la conferma dell’abbattimento dell’aereo, Khamenei aveva annunciato l’arresto di diverse persone. 

Il commento in merito alle proteste

Il ministro degli Esteri Zarif ha inoltre commentato quanto accaduto a Teheran nei giorni successivi il drammatico schianto. Le proteste popolari sono state violente, ma il ministro non si è sbottonato e ha dichiarato: “La gente ha avuto ragione a protestare, perché ha perduto familiari e amici. Si è trattato di una ragion emotiva”.

L’aereo abbattuto

Lo schianto si è verificato lo scorso 8 gennaio.

Si è trattato di una rappresaglia seguita alla morte del generale Soleimani. Nello disastro aereo morirono 176 persone, tutti civili, originarie da Paesi come Ucraina, Canada e Iran; a bordo del Boeing c’erano anche dei bambini. 

Una vicenda inizialmente oscurata dal governo iraniano, il quale ha categorizzato l’accaduto come un drammatico incidente. L’aereo in fase di decollo si è schiantato al suolo forse a seguito di un guasto tecnico. Una risposta accompagnata dal rifiuto a cedere la scatola nera, aliementando così i sospetti internazionali.

A seguito delle insistente e da due video divulgati, in cui si distinguono chiaramente i due missili e le rispettive esplosioni, la teoria è stata confermata, l’aereo era stato abbattuto.