carlo verdone in primo piano a domenica in

Un’altra spumeggiante puntata di Domenica In ha permesso a Mara Venier di primeggiare la gara agli ascolti di domenica pomeriggio che ha visto invece uscire sconfitta Barbara d’Urso, sia con Domenica Live, sia con Live – Non è la d’Urso. Tra i tanti ospiti che si sono seduti di fronte a zia Mara anche il grande attore italiano, Carlo Verdone.

Carlo Verdone a Domenica In, il commento sul Coronavirus

Come tutti sappiamo, questa domenica prima della messa in onda di Domenica In è stato dato largo spazio al Tg1 che ha voluto dedicare uno speciale di approfondimento all’emergenza legata al Coronavirus.

Ovviamente Verdone non si è lasciato scappare l’occasione per commentare anche lui i recentissimi fatti legati alla diffusione del virus in Italia, in qualità di persona particolarmente attenta tanto da definirsi spesso “ipocondriaco”. In merito, l’attore ha voluto così dichiarare: “Siamo nelle mani dei medici, virologi e infettivologi. Comunque dobbiamo essere fiduciosi, sono sicuro che l’emergenza rientrerà e presto avremo anche un vaccino, le notizie che arrivano dall’Australia sono positive“.

L’amore per il cinema e il teatro ereditato dal padre

Ma ovviamente l’intervista ha poi proseguito su temi più allegri e inclini al talk di Mara Venier e Carlo Verdone ha avuto modo di discorrere sulla carriera e sui suoi successi personali.

All’epoca mi ispiravo a persone qualunque, che si potevano incontrare in strada. Oggi è diverso – ha poi proseguito Verdone – Scrivo e penso i miei film in base ad un’idea e poi adatto i personaggi“. Una passione la sua nata anche grazie agli insegnamenti del padre, insegnante di Lettere alla Sapienza di Roma che l’ha introdotto al mondo della letteratura, del teatro e del cinema. “Non ho un personaggio preferito o a cui sono più affezionato, ma quello di Leo, con lo sguardo rivolto l’alto, è senza dubbio il più poetico“, rivela sempre Verdone alla Venier.

Il ricordo di Sordi e il regalo alla figlia nel 1986

Voltando lo sguardo al passato Verdone ricorda anche due mostri del cinema italiano quali Sergio Leone e Alberto Sordi. E proprio ricordandoli, Verdone si lascia andare ad un aneddoto dedotto dalla sua vita privata: “Ricordo che quando nacque mia figlia venne insieme a Sergio Leone – dichiara Verdone, riferendosi a Sordi – E portò un’orchidea, che vive ancora oggi dal 1986: per me significa che lui ci vuole ancora bene e ci protegge.

E non è vero che era tirchio, ha sempre fatto beneficienza senza farlo sapere“.

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