Coronavirus, Berlusconi:

Come una guerra. Silvio Berlusconi, intervenuto oggi 20 marzo ai microfoni di Radio Rai1, ha espresso tutta la sua preoccupazione per l’emergenza Coronavirus“Come vivo queste giornate da lombardo? Male, sono preoccupato, addolorato e angosciato come tutte le persone consapevoli della gravità della situazione”.

Nei giorni scorsi, Berlusconi si è anche reso protagonista di una donazione super: 10 milioni di euro alla Regione Lombardia.

Coronavirus: Berlusconi scioccato dalle immagini di Bergamo

Tra le tante immagini drammatiche che circolano questi giorni, Berlusconi ha voluto porre l’accento su quelle dei camion militari pieni di salme: Ho negli occhi l’immagine dei camion militari che sfilano per le strade di Bergamo e degli ammalati e dei deceduti trasportati in altre città”.

Una fotografia immortale del dramma che si sta vivendo in Lombardia e in Italia a causa del Coronavirus.

Berlusconi però non ha intenzione di usare questo momento di crisi per attaccare il governo: Siamo in guerra e in guerra ci si stringe attorno a chi ha la responsabilità di governare. Questo non significa annullare le differenze politiche, siamo all’opposizione e la nostra idea dell’Italia rimane del tutto incompatibile con quella della sinistra, ma siamo un’opposizione seria e da opposizione responsabile il nostro compito è di cooperare.

Più avanti, finita l’emergenza, si potrà discutere degli errori commessi.

I ritardi e gli eventuali errori del governo verranno discussi in futuro. Per Berlusconi, oggi non è “il momento delle recriminazioni e delle polemiche. Stiamo tutti lavorando e ci stiamo confrontando con il governo per aiutare a far uscire l’Italia da questa grave situazione”.

Il vero sacrificio non è stare a casa

In queste ore le regioni chiedono inasprimenti per chi esce di casa senza un valido motivo, Berlusconi ha la sua idea Il sacrificio non è stare in casa, il primo sacrificio è quello di medici, infermieri, personale sanitario che rischiano ogni giorno la propria vita per salvare quella degli altri.

E’ sacrificio quello dei lavoratori che svolgono servizi essenziali, soprattutto di quelli che sono a contato con il pubblico e sono esposti al contagio”. 

Secondo Berlusconi, queste persone rimarrebbero volentieri a casa se potessero. E di conseguenza è necessario un comportamento responsabile di tutti. Senza mezzi termini, Berlusconi invita la popolazione al rispetto del decreto perché la nostra vita e quella degli altri è il bene più prezioso e non possiamo metterla in pericolo per capriccio”.

In calce alla sua intervista, Berlusconi ha espresso la sua vicinanza a tutte le vittime “economiche” di questa crisi: imprenditori, commercianti, artigiani e lavoratori. Persone che dall’oggi al domani si sono trovate senza una entrata. Un pensiero è andato anche agli anziani, poco inclini all’utilizzo delle tecnologie e magari con i figli lontani.

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