Silvio Berlusconi in primo piano

In tanti di fronte all’emergenza italiana strettamente legata alla diffusione del Coronavirus si sono interrogati su quali fossero i termini e i margini entro i quali fosse possibile rendersi utili, prestare il proprio aiuto senza intralciare autorità, medici e direttive governative.

Al rispetto ligio delle misure di sicurezza disposte del governo, alla coscienziosa e responsabile azione civile si coniuga, davanti ad un’emergenza che si combatte nelle corsie degli ospedali, la solidarietà, la volontà di partecipare con i propri mezzi alla lotta contro la proliferazione del virus. Fondamentali per il sistema sanitario italiano sono state in queste giorni le numerosissime e generose donazioni.

Una lunghissima lista a cui si aggiunge anche Silvio Berlusconi.

Coronavirus, Berlusconi dona 10 milioni

Silvio Berlusconi dona 10 milioni di euro per costruire il nuovo reparto di terapia intensiva“, questo l’annuncio rilanciato su Facebook dalla pagina di Forza Italia. Un’ingente somma che Berlusconi ha voluto mettere a disposizione, si legge nella nota, della Regione Lombardia: “necessaria per la realizzazione del reparto di 400 posti di terapia intensiva alla fiera di Milano (o, eventualmente, per altre emergenze)“. Ma come dicevamo, Silvio Berlusconi è solamente una delle tantissime persone che ha voluto rendersi parte attiva in questa lotta, donando denaro che possa essere immediatamente disponibile per contrastare in tempi rapidi ed efficaci la diffusione del Coronavirus.

post Facebook di Forza Italia
Il post su Facebook condiviso dalla pagina di Forza Italia

Donazioni, responsabilità e rispetto delle norme di sicurezza

Combattere il Covid-19 si può, i medici e gli infermieri in prima linea sul fronte lo raccontano ogni giorno, quello che serve ora è l’unione, la fiducia e soprattutto i mezzi, le condizioni possibili entro cui operare.

Dal singolo cittadino che rispetta le restrizioni per circoscrivere il contagio alle donazioni: anche da casa, anche distanti, l’Italia continua ad essere in fermento, pronta a rispondere alla chiamata.

Terapie intensive a rischio collasso

Tra i primi allarmi lanciati dalle corsie degli ospedali c’è stato proprio quello relativo alla mancanza di posti letto, il presagio nefasto di un potenziale collasso delle terapie intensive in questo momento sovraffollate, al completo di pazienti ricoverati e che necessitano cure immediate. Non basta la conversione dei reparti, servono più mascherine, più ventilatori e in molti casi si rende necessaria la vera e propria costruzione in toto di terapie intensive ad hoc capaci di ospitare i pazienti.

A Milano l’ospedale ex novo in tempi record

Buone le notizie che arrivano dalla Lombardia, la regione in assoluto più colpita dal Coronavirus dove si conta il più alto numero di contagi e decessi: “A partire da tempo zero in 10 giorni saremo operativi. La sfida è essere più bravi dei cinesi“, le parole di ieri sera di  Enrico Pazzali, presidente della Fondazione Fiera che in conferenza stampa ha così dichiarato circa la costruzione di un ospedale ex novo e in tempi record.

Anche il governo è ovviamente in prima linea: di ieri l’approvazione del Decreto Cura Italia che prevede lo stanziamento straordinario di 25 miliardi di euro per affrontare l’emergenza.

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