I gestori dell'Accademia del Panino di Torino

A partire dal decreto dell’11 marzo, gli imprenditori sono stati costretti a chiudere i propri negozi a causa dell’emergenza Coronavirus: una scelta che, pur essendo doverosa per il bene pubblico, ha creato non pochi disagi economici alla categoria. Le serrande resteranno abbassate almeno fino al termine indicato dal Governo -il 3 aprile- ma in questa situazione di incertezza i gestori non sanno quando potranno realmente e regolarmente riaprire al pubblico. Questo ha comportato non solo una perdita a livello di guadagni, nonostante gli aiuti proposti dal Governo, ma anche uno spreco delle materie prime di molte attività di ristorazione.

La solidarietà oltre la crisi

In un momento così critico per i commercianti c’è chi cerca di andare oltre al danno commerciale per far del bene al prossimo. Questa è la storia di due giovani sposi, Luca Muolo e Cristina Barbero, coppia di imprenditori di Torino che condivide l’azienda e anche la solidarietà per chi in questo triste momento lavora per far star bene i malati e per far ripartire l’Italia. Loro, assieme ai soci Federica Esteki e Pier Luca Arcurdi – 33 anni- sono i proprietari de L’Accademia del Panino di Torino.

Si tratta di 4 giovani imprenditori che hanno visto svanire i propri guadagni da un giorno all’altro nelle ultime settimane. Nonostante la drammaticità del momento, nella giornata di sabato 14 marzo, i gestori hanno pensato di donare i loro prodotti al Pronto Soccorso dell’Ospedale Martini di Torino per dimostrare solidarietà alla struttura ospedaliera. Abbiamo intervistato l’ideatore culinario, Luca Muolo, che ci ha spiegato il perché di questo gesto di generosità. 

La chiusura del vostro locale è avvenuta prima del decreto governativo: come mai?

Chiudere sembrava essere la scelta migliore per noi e per i nostri clienti, vista la delicatezza della questione. Inizialmente abbiamo pensato di continuare a soddisfare i bisogni alimentari dei nostri clienti attraverso le consegne domicilio, ma poi abbiamo fatto marcia indietro.

Non aveva senso lavorare mettendo a rischio la salute di tutti. Bisogna pensare al bene comune avendo buon senso.

L’idea per aiutare i medici e gli infermieri dell’Ospedale di Torino

A proposito di bene comune, com’è nata l’idea di consegnare i vostri panini al Martini?

Mia moglie Cristina conosce un’infermiera del Pronto Soccorso, sapevamo quanto fossero saturi di lavoro.

Sono arrivate donazioni alle Molinette e all’Amedeo di Savoia, nel nostro piccolo volevamo dare il nostro contributo al Martini, dove tra le altre cose sono nato! Essendo chiusi abbiamo pensato di regalare il nostro prodotto a chi ne aveva più bisogno.

Quanti panini siete riusciti a confezionare con i prodotti a disposizione?

25 panini, ho utilizzato tutti i migliori prodotti che avevo in frigo. Ci tenevamo a soddisfare non solo l’aspetto umano, ma anche il palato.

Chi di voi ha portato i panini presso la struttura ospedaliera?

Li ho portati io – Luca, ndr – personalmente sotto il tendone blu davanti al Pronto Soccorso del Martini. Mi hanno accolto una guardia e un’infermiera, i quali mi hanno ringraziato con un sorriso molto grande.

In queste settimane sui social le persone hanno dimostrato la loro vicinanza alle equipe sanitarie per tutti gli sforzi e i sacrifici che stanno affrontando durante l’emergenza. Da donazioni di personaggi famosi a flashmob organizzati sul web, l’Italia vuole esprimere la sua gratitudine a medici e infermieri dalle proprie case e dai propri balconi. In questo caso i ringraziamenti arrivano da parte del Pronto Soccorso del Martini ai giovani imprenditori: “Sì sono arrivati tanti ringraziamenti, i primi tramite social con tanto di foto dei sacchetti all’interno del reparto, poi la nostra conoscenza ha inviato un messaggio su Whatsapp con i ringraziamenti da parte di tutto lo staff”.

Un abbraccio comune

Nonostante le misure restrittive impongano agli italiani di rimanere divisi, gli italiani sono uniti in un comune abbraccio di solidarietà e gratitudine, lo dimostra anche la generosa proposta di un cliente in risposta al gesto dei giovani imprenditori torinesi: Un nostro cliente ha scritto a Cristina che avrebbe voluto pagare i panini, ma noi gli abbiamo spiegato che è stato un gesto a titolo non oneroso.

Volendo il nostro cliente rendersi altrettanto utile, gli abbiamo suggerito di fare una donazione all’Ospedale. Non era nelle nostre intenzioni ricevere pagamenti di alcun genere, avevamo solo piacere di regalare i nostri prodotti a medici e infermieri, che in questi giorni stanno lavorando duramente per tutelare noi tutti”.

La metamorfosi a cadenza ravvicinata delle misure restrittive da parte del Governo, non rende facili le aspettative dei gestori dei negozi, che come tutti, non sanno quando potranno riprendere il ritmo della propria quotidianità professionale. Come affrontare, da imprenditori, questo momento?

Lo spiega Luca: “Aspettando il nuovo decreto, non possiamo fare altrimenti al momento. Purtroppo sono a rischio anche posti di lavoro, essendo un locale piccolo e dovendo fronteggiare la crisi e le spese. Il problema di noi commercianti, per quanto ci riguarda, è pagare l’affitto, le bollette e soprattutto gli stipendi ai nostri dipendenti, il mancato guadagno possiamo anche metterlo da parte, il problema è garantire lo stipendio per tutte le spese annesse e connesse, in questo il Governo può venirci incontro con la cassa integrazione“.

Il futuro dell’economia

In questo clima di costante incertezza diventa complesso proiettare la propria attività in un futuro prossimo, ma secondo voi quali saranno le difficoltà alla ripresa delle attività?

Innanzitutto sappiamo che ripartiremo in sordina e non alla grande, ma non ci abbattiamo, anzi ci rimbocchiamo le maniche. Non siamo di quei gestori che si piangono addosso, cerchiamo di essere positivi nel complesso.

Proprio in questi giorni il Premier Conte ha annunciato agli italiani lo stanziamento di una somma a disposizione per i cittadini. Pensate che il Governo abbia tenuto conto delle esigenze delle piccole imprese?

Al momento sembra di sì e continuiamo a sperare in un Governo a supporto delle piccole medie imprese, noi siamo carichi per ripartire.

La conquista del tempo importante

Abbiamo parlato di buon senso e buon gusto: ma questo virus ha qualche conseguenza piacevole inaspettata?

Sicuramente sì, noi in questi giorni stiamo facendo la mamma e il papà a tempo pieno, ci stiamo godendo la nostra piccola Rachele, che proprio oggi – 16 marzo – compie 10 mesi. Un altro aspetto positivo è il contatto umano tra le famiglie, seppur a distanza. Nella frenesia di tutti i giorni ci perdiamo nei ritmi lavorativi, passiamo ore al cellulare o sui social, questo virus ci ha fatto riconoscere l’amore e la solidarietà.

 

Questa storia mostra la realtà dell’Italia in piena emergenza Coronavirus, un Paese in grado di superare i momenti di crisi con altruismo e solidarietà e questo, a mio parere, è anche il simbolo di ciò che dovrebbe davvero rappresentare l’Unità d’Italia, che per l’appunto il 17 marzo ha compiuto 159 anni.

Auguri all’Italia, a tutti gli italiani e ai lavoratori che, nonostante la crisi, si dimostrano solidali e… buoni come il pane!