medici che curano pazienti in ospedale per coronavirus

Arrivano in questi momenti le ultime notizie che riguardano l’aggiornamento dei dati relativo alla diffusione del Coronavirus in Italia. Il punto della situazione dell’epidemia in Italia che filtra dalla conferenza stampa che era stata inizialmente annullata a causa delle condizioni di salute di Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, che avrebbe accusato sintomi febbrili.

Coronavirus, il bollettino del 25 marzo

Sono le settimane più difficili e non si aspetta altro che le drastiche restrizioni messe nero su bianco dal governo diano gli effetti sperati in tempi ragionevolmente brevi. Una speranza viva anche nelle recenti parole di Giuseppe Conte che si è detto orgoglioso della reazione italiana di fronte alle misure di restrizione.

Come però ci si aspetta, continuano a dover essere aggiornati i bilanci che continuano, malgrado i provvedimenti prudenziali, a salire. Aumenta, con 3.491 casi registrati oggi, il numero delle persone positive al Covid-19 arrivato a quota 57.521.

Aumenta il numero complessivo delle persone guarite da Coronavirus, 9.362 in tutto, con la registrazione di 1.036 casi in data odierna. Sale ancora anche il numero delle persone decedute: un totale che arriva a quota 7.503 con la registrazione di 683 casi nella data di oggi, 25 marzo.

La fragilità dei dati, l’OMS: “Giorni decisivi

Di oggi anche le parole dell’OMS sulla situazione generale che si registra in Italia con previsioni sull’imminente futuro: “Credo che questa settimana ed i primi giorni della prossima saranno decisivi perché saranno i momenti in cui i provvedimenti del governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto“, sono state le parole a Radio Capital di Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Oms.

I numeri descrivono il possibile, ma il possibile non è la realtà.

I bollettini che arrivano ogni giorno sulla diffusione del Coronavirus in Italia non possono che descrivere in maniera verosimile una situazione che è difficile da monitorare e su questo punto stanno ritornando, in maniera ciclica, tutti gli esperti. “Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile“, sono state le parole di Angelo Borrelli che però non ha desiste dal mettere in condizione la nazione di avere dei numeri con cui confrontarsi nonostante quei dati possano ammettere delle falle.

Parlando a La Repubblica, sempre Borrelli così dichiarava nella giornata di ieri: “Possono essere dati imperfetti, ma dal primo giorno ho assicurato che avrei detto la verità, è un impegno che ho preso con il Paese“, spiegando anche come non trovi l’idea di esistere cessare di trasmetterli, “ci accuserebbero di nascondere le cose“.

Approfondisci

TUTTO SUL CORONAVIRUS

Coronavirus, un’infermiera: “Per i parenti dei malati è dura, non possono vederli”

Emergenza Coronavirus e pensioni, Tridico: “Fino a maggio c’è liquidità”