Letto vuoto in un ospedale

L’ospedale alla Fiera di Milano è pronto, realizzato in tempi record per sostenere lo stress a cui sono sottoposte le strutture sanitarie in piena emergenza Coronavirus. Un lavoro straordinario – che ha contato sul contributo di 1.200 donatori – la cui misura emerge nelle parole del presidente della Fondazione Fiera, Enrico Pazzali: “Abbiamo fatto in 10 giorni quello che in maniera ordinaria si fa in qualche anno“.

Inaugurato l’ospedale in Fiera a Milano

La realizzazione dell’ospedale alla Fiera di Milano, per potenziare la risposta all’emergenza Coronavirus, era stata data come conclusa in 10 giorni e così è stato.

Un proposito dal carattere di massima urgenza per il capoluogo lombardo e l’intera regione, flagellata dalla maggiore incidenza di casi di Covid-19, che ora può dirsi tradotto in realtà con la presentazione ufficiale e l’inaugurazione appena conclusa.

Abbiamo fatto il meglio che si poteva fare, in questi 10 giorni, ma facciamo fatica a sorridere perché la nostra Milano e la nostra Lombardia stanno combattendo una battaglia incredibile e noi abbiamo fatto qualcosa che speriamo sia d’aiuto“. Sono le parole del presidente della Fondazione Fiera, Enrico Pazzali, durante la conferenza stampa con cui è stata presentata la nuova struttura.

A pieno regime oltre 200 posti di terapia intensiva

L’opera è stata finanziata da 1.200 donatori che, con il loro contributo, hanno permesso di raccogliere fondi per 21 milioni di euro. La prossima settimana dovrebbero accedervi i primi 24 malati e, come sottolineato da Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano che gestirà la struttura, ospiterà “il più grande reparto di terapia intensiva d’Italia“.

A pieno regime, infatti, l’ospedale in Fiera dovrebbe disporre di oltre 200 posti di terapia intensiva per pazienti Covid-19 e al suo interno dovrebbero lavorare 200 medici, 500 infermieri e altri 200 operatori.

A presentare l’opera, realizzata in tempi record (il precedente nelle cronache di questa pandemia è l’ospedale costruito a Wuhan in 10 giorni), sono stati il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, i già citati Pazzali e Belleri e Gerardo Del Borgo, presidente Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine d Malta che ha riferito le parole di Guido Bertolaso, fortemente voluto da Fontana e coinvolto nella realizzazione della struttura. Tra i presenti anche il vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala, e gli assessori Giulio Gallera e Melania Rizzoli.

Le parole di Attilio Fontana

Il governatore Fontana ha ringraziato quanti si sono adoperati per la realizzazione dello straordinario progetto, che andrà a potenziare in modo sensibile la capacità di trattamento di pazienti Covid nel territorio.

È stato realizzato un ospedale di altissima qualità e di altissima tecnologia che potrà diventare un punto di riferimento per tutto il Paese tanto che il Governo ha detto che vorrà replicare questo intervento in altri parti d’Italia“.

Dal presidente un ringraziamento particolare a Bertolaso (assente per via della positività al Coronavirus): “Ha saputo trasformare un’idea in qualcosa di concreto e ha saputo dare ulteriore determinazione e forza a quella che era solo un’idea.

E con lui il suo team“.

Questa – ha sottolineato Attilio Fontana – è la storia di Milano e della Lombardia (…). Una storia, importante da ricordare, che è il primo segnale di una ripresa cui dobbiamo guardare con speranza“. La priorità è ancora quella di rispettare le regole, ha precisato il governatore, secondo le misure disposte per contrastare la diffusione del contagio.

L’intervento di Bertolaso: “Promessa mantenuta

Guido Bertolaso è intervenuto a distanza con un messaggio che è stato diffuso nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’ospedale: “Abbiamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta“.

L’ex capo della Protezione civile ha espresso la sua soddisfazione per la conclusione dell’opera e ha aggiunto: “Fiero di essere italiano, quando il Paese chiama io rispondo“.

Bertolaso era stato scelto da Attilio Fontana come consulente personale per seguire da vicino il progetto ora operativo negli spazi della Fiera, e lo ha descritto come un centro specialistico potenzialmente replicabile su scala nazionale e internazionale.

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