fosse comuni a new york notizia smentita solo parzialmente

New York, fronte tra i più roventi nella battaglia al Coronavirus che impegna gli Stati Uniti, vive giorni di grande tensione sanitaria. Per gli Usa si è aperta la prospettiva su uno scenario di massima allerta che l’Italia, terzo Paese dopo Cina e Corea del Sud, si è trovata a gestire con settimane di anticipo tra gli occhi increduli e talvolta diffidenti del mondo. E da New York arriva l’appello dei medici, che hanno spiegato cosa sta succedendo: “Non sottovalutate questa malattia“.

Covid-19: la situazione negli Stati Uniti

Mentre per l’Italia si affacciano i primi timidi segnali di rallentamento dei contagi da Coronavirus, grazie alle misure di contenimento disposte dal Governo e prorogate al 13 aprile, negli ospedali degli Stati Uniti si inizia a toccare con mano il durissimo volto della battaglia ed è corsa contro il contagio.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, che cita i dati della Johns Hopkins University, nella giornata del 2 aprile scorso ci sarebbe stato il numero più alto di decessi, 1.169, che l’America abbia registrato dall’inizio della pandemia.

Un’impennata negativa che ha fatto balzare gli Usa in testa all’elenco dei Paesi con il maggior numero di vittime in un giorno (posizione che l’Italia aveva occupato il 27 marzo, con 969 morti).

Alla data del 2 aprile, gli Stati Uniti avrebbero registrato un totale di 243.453 positivi e quasi 6mila decessi.

L’appello dei medici di New York

Una delle città sotto massima osservazione è New York, dove i medici hanno deciso di lanciare un appello alla popolazione sottolineando i rischi dell’attuale emergenza e quello che sta succedendo all’interno delle strutture sanitarie.

Da uno degli ospedali sotto maggior pressione per i continui accessi di pazienti Covid-19, il Brookdale Hospital Medical Center di Brooklyn, arrivano le parole dei dottori che chiedono di essere ascoltati.

L’autrice del video in cui è impresso il loro appello, riporta Ansa, è Monalisa Muchatuta, medico che ha scelto di parlare direttamente ai cittadini insieme ai colleghi del Pronto soccorso.

Gli ospedali stanno terminando i medicinali. Alcuni non hanno materiale protettivo per il personale sanitario o per le famiglie dei pazienti. Stiamo finendo le medicine, stiamo finendo le protezioni e anche l’ossigeno, e questo è davvero fondamentale per i malati di Covid-19.

Immaginate che i vostri polmoni vengano riempiti di liquido, è come affogare. Arrivati a quel punto, serve un ventilatore per sopravvivere, e noi stiamo finendo questi macchinari (…). Giovani, prendete questa situazione seriamente, non sottovalutate. Autoisolatevi finché non sarà tutto risolto“.

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