Controlli della polizia per il coronavirus

A seguito della conferenza stampa del premier Conte, giunta dopo il raggiungimento di un accordo europeo per le misure contro il Coronavirus, l’Italia si prepara a cambiare ancora. Le misure già introdotte a marzo sono state nuovamente allungate ed è ancora lontana una ripresa “normale” del Paese. Tuttavia, è stata disposta l’apertura di alcuni esercizi commerciali e industriali.

La quarantena prosegue fino a maggio

Il numero dei contagi e dei morti, nell’ultima settimana, sembra aver raggiunto una fase stabile, addirittura di calo secondo gli esperti. Tutti però, compreso il premier Conte, sono uniti nel ribadire che questo non deve assolutamente farci abbassare la guardia.

Per questo motivo, le misure contenute nei precedenti Decreti sono state prolungate di altre 3 settimane. Il nuovo orizzonte temporale quindi è quello del 3 maggio e fino ad allora siamo tutti tenuti ad osservare le misure previste. Se le cose dovessero cambiare prima di allora, tuttavia, Conte si è impegnato a rivedere anche in anticipo le misure. Nel frattempo, è stata disposta l’apertura per alcune attività.

Quali negozi possono riaprire

Come anticipato dalle bozze e confermato dalla diretta di Conte, è stata disposta l’apertura per librerie e cartolibrerie.

Questi esercizi commerciali potranno riaprire, a patto ovviamente che possa essere garantito l’accesso scaglionato e le distanze di sicurezza tra i clienti. Fino a questo momento, era stata consentita l’apertura delle sole edicole, in quanto ritenute fondamentali per l’informazione dei cittadini. Le cartolerie, invece, sono state al centro di numerose polemiche: alcuni supermercati, infatti, avevano vietato la vendita di pennarelli e matite.

Aperti anche i negozi per bambini

Oltre al commercio della carta, Conte ha annunciato anche un’altra speciale deroga alla chiusura totale delle attività.

Via libera infatti anche ai negozi per neonati e bambini: nella fattispecie quelli che vendono vestiario e prodotti necessari alla cura e alla crescita dei soggetti in età di sviluppo. La necessità di garantire loro un appropriato vestiario in un’età in cui da un mese all’altro c’è una grande crescita, ha probabilmente spinto il Governo a questa concessione.

Anche in questo caso, sta alla responsabilità di ogni cittadino non abusare delle possibilità concesse in questo frangente. Quelle che possono sembrare restrizioni delle libertà personali, sono misure atte a prevenire contagi, morti e sofferenza ulteriore nel Paese.

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