Medici con tuta in terapia intensiva

Il momento in Italia è più delicato che mai: da un lato i numeri sembrano indicare un deciso calo che lascia spiraglio a speranze di ripresa, dall’altro agire troppo preso potrebbe vanificare ogni sforzo contro l’emergenza Coronavirus. Questa è anche la sintesi di Walter Ricciardi, rappresentante italiano dell’Oms, che fa il punto sulle possibilità che in futuro il virus si ripresenti.

Cosa sappiamo del Coronavirus

In una lunga intervista a IlCaffèonline, Walter Ricciardi ha dichiarato senza mezzi termini che non ci sono prove che il Coronavirus sia stato creato in laboratorio.

Un punto importante da cui partire, dopo le polemiche e i sospetti degli ultimi giorni. Al contrario, ricorda che dal 17 marzo è disponibile uno studio su Science che “esclude categoricamente che possa trattarsi di un virus artificiale“.

Quello che sappiamo, invece, è che “È un virus nuovo e lo conosciamo da pochi mesi. Si comporta come gli altri: cerca di entrare nelle cellule viventi, animali e umane, per riprodursi. Non è più aggressivo e non è mutato molto“.

Le certezza di una nuova ondata

Nonostante i numeri incoraggianti, in Italia, Ricciardi spegne gli entusiasmi sul nascere: “vediamo solo la punta di un iceberg che in gran parte è fatto di casi non notificati“.

Per questo dalle parti dell’Oms c’è una certezza assoluta:Fino a quando non avremo un vaccino ci saranno nuove ondate o, speriamo, tanti piccoli focolai epidemici che andranno contenuti“. Motivo per cui l’attenzione è già rivolta all’autunno. A patto che si rispetti la giusta tabella di marcia: “È molto importante non accelerare le riaperture: in caso contrario la seconda ondata invece di averla più avanti rischiamo di subirla prima dell’estate“.

Vaccini e immunità di gregge

Come dichiarato a IlCaffèonline, per Ricciardi l’immunità di gregge potrà essere raggiunta solo con un vaccino. Ne stanno testando molti ora, alcuni decisamente promettenti, ma i tempi saranno ancora lunghi. “Per cui la possibilità che valutiamo con maggiore favore è quella di convivere e di limitare i danni del virus sino a quando non avremo un vaccino“, ha dichiarato.

Le accuse a Cina e Stati Uniti

In qualità di rappresentante dell’Oms, Riccardi ha anche detto la sua sulla gestione dell’emergenza da parte di vari Stati.

A partire dalla Cina, che “ha fatto perdere tempo. Se avessero agito prima delle tre/quattro settimane in cui si è intervenuti avrebbero potuto far meglio sia per loro che per gli altri“.

Le scelte di alcuni leader come Trump negli Stati Uniti e, almeno inizialmente, Boris Johnson nel Regno Unito invece, sarebbero da condannare. “Possiamo senza retorica dire che sono responsabili degli effetti che ci sono stati sui loro popoli” ha detto Ricciardi. Nei 2 Paesi citati, dice, “i governi non hanno ascoltato i consiglieri scientifici e hanno reagito in maniera estremamente ritardata“.

Come sarà la Fase 2 secondo l’Oms

Come detto in apertura, i numeri dei contagi spingono ogni giorno a pianificare la ripartenza dei Paesi.

Tuttavia bisognerebbe già mettersi il cuore in pace e aspettarsi una lunga convivenza col virus. “Ci troveremo di fronte a una nuova normalità“, ha detto Ricciardi. Una normalità fatta di distanziamento fisico, tecnologie e app che permettano di mappare al meglio la rete dei contagi.

Proprio l’app è ritenuta da Ricciardi “essenziale ed insostituibile per la Fase 2“. In Italia sta arrivando Immuni, ma per il rappresentante il nostro Paese “non ha fatto gli investimenti che servivano, non ha premiato l’innovazione, la ricerca, il merito“.

La speranza è che, dopo i primi ritardi, ora si marci spediti ma corretti verso la fine del tunnel.

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