Il Parlamento europeo vota una risoluzione non vincolante per contrastare a livello europeo gli effetti del coronavirus sull’economia. Il voto che si è tenuto tra il 16 e il 17 aprile ha aperto la strada a misure come i recovery bond, garantiti dal bilancio Ue, un pacchetto di aiuti per contrastare lo shock economico in vista del Consiglio europeo del 23 aprile.

L’Europarlamento ha visto però i partiti italiani spaccarsi sulle misure da adottare, in particolare il centrodestra. Lega e Forza Italia hanno votato contro i coronabond, scatenando lo scontro in Italia.

Cosa ha votato il Parlamento europeo

Al centro delle richieste dei deputati europei c’è un pacchetto per garantire liquidità e finanziamenti per la ricostruzione economica post coronavirus. Il Parlamento europeo, nella risoluzione, ha proposto un allargamento del bilancio europeo che dovrà anche garantire i recovery bond (obbligazioni per la ripresa).

Il Parlamento però chiarisce che “Tali strumenti non dovrebbero tuttavia comportare la mutualizzazione del debito esistente, ma concentrarsi sugli investimenti futuri“.

Le richieste per il Mes: il M5S vota contro

Il Parlamento ha inoltre invitato gli Stati membri ad “ad attivare i 410 miliardi di euro del Meccanismo europeo di stabilità con una linea di credito specifica“, con scadenze a lungo termine e condizioni flessibili.

Contro questo articolo si sono espressi Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia.

A favore invece il Partito Democratico ed Italia Viva, creando una spaccatura all’interno della maggioranza, il cui presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha invitato ad evitare polemiche proprio sul Mes mentre si tratta sui tavoli europei.

Coronabond: Lega e Forza Italia votano contro

Durante la votazione della risoluzione è avvenuta un’altra inspiegabile presa di posizioni nel panorama politico italiano.

I Verdi hanno presentato l’emendamento numero 43, che prevedeva la mutualizzazione di “una quota sostanziale del debito che sarà emesso per combattere le conseguenze della crisi del Covid-19“. Di fatto l’introduzione di coronabond, a favore dei quali si sono espresse tutte le forze politiche nelle settimane precedenti.

Eppure l’emendamento è stato bocciato con 326 voti contro, 282 a favore e 74 astenuti. Fondamentali nel decretarne la fine i voti di Lega e Forza Italia che, come denunciano gli stessi Verdi, hanno votato insieme ai sovranisti nord-europei “che attaccano sistematicamente il nostro Paese“.

Il duro attacco dei Verdi

Dopo la bocciatura dell’emendamento, i Verdi hanno accusato la Lega di essere “falsi patrioti, che in Italia fingono di difendere il nostro Paese ma fuori confine si alleano con i nemici dell’Italia“.

La Lega ha risposto alle accuse dichiarando che non è mai stata a favore dei coronabond, auspicando “un ruolo più attivo da vero prestatore di ultima istanza della Bce per comprare Btp“.

Nel mirino il Movimento 5 Stelle per il Recovery Fund

I Verdi però non lesinano critiche nemmeno al Movimento 5 Stelle.

In particolare oggetto dello scontro è il Recovery Fund proposto dalla Francia. Bruno Le Maire, ministro delle Finanze francese, ha chiesto che si istituiscano fondi anche per spese non sanitarie, creando una nuova linea di credito dal Mes.

I costi del lockdown vanno considerati oneri indiretti perché servono per la prevenzione“, ha dichiarato a La Stampa, chiedendo debito comune a tempo limitato. Contro il Recovery Fund si è espresso nella votazione il Movimento 5 Stelle. “Se la posizione del M5S e del governo è quella del ‘NO’ anche al Recovery Fund proposto dalla Francia, dopo il ‘NO’ anche al Mes senza condizioni per finanziare la sanità, come pensano di sostenere finanziariamente la ripresa economica del Paese?

“, chiedono i Verdi.

La politica italiana si fa incandescente

A livello europeo sono venute alla luce tutte le incertezze e le divisioni dei partiti, interne ed esterne. Il Movimento 5 Stelle, ad esempio, si è spaccato sul voto della risoluzione finale, con 10 parlamentari astenuti e 3 che hanno votato contro. Il centrodestra si è diviso sui coronabond, con il voto contrario di Lega e Forza Italia e l’ok all’emendamento dei Verdi di Fratelli d’Italia.

Dopo questi 2 giorni tesissimi sono poi iniziati gli attacchi tra i vari esponenti di partito.

Nel momento in cui l’Unione Europea è chiamata a decidere su cosa accadrà dopo la crisi del coronavirus, la politica italiana si mostra tutt’altro che compatta nel lavorare per i migliori interessi del Paese.

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