Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile

Visto l’andamento del trend positivo nei contagi, quello del 18 aprile è il primo bollettino non seguito da una conferenza stampa. Come annunciato dal capo della Protezione Civile Borrelli, in futuro le conferenze stampa si terranno soltanto il lunedì e il giovedì.

La massima attenzione ora è tutta indirizzata verso l’organizzazione della cosiddetta Fase 2 tra il no al rientro a scuola a maggio, seguito dall’annuncio di una commissione totalmente interna per la maturità 2020. Passando per l’applicazione Immuni, che ha scatenato non poche polemiche e, seguendo proprio quest’onda, atterrando sullo scontro tra Nord e Sud.

Il bollettino del 18 aprile

I dati aggiornati al 18 aprile continuano a mostrare un abbassamento del livello di nuovi contagi e dei decessi. Si contano 2.200 nuovi guariti, per un totale di 44.927, anche le terapie intensive continuano a tirare un sospiro di sollievo; si contano infatti 2.733 persone ricoverate (79 in meno rispetto alla giornata del 17). Al momento però in totale si contano 25.007 persone ricoverate.

Nota dolente, seppur il dato anche qui è in calo, sono i decessi; oggi se ne contano 482 (rispetto alle 575 di ieri). Per concludere, si contano 3.491 nuovi casi, ma i malati son 809.

In totale in Italia i casi sono 175.925.

Morti maggiori che durante la Seconda Guerra Mondiale

Si è tenuta oggi la conferenza stampa del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri, che ha sottolineato un dato sconcertante: “Ieri sera il bollettino ci ha detto che sono 22.745 le vittime, un numero impressionante e per me è un dolore doverlo ricordare” ha esordito Arcuri. “Tra l’11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945 a Milano persero la vita 2mila civili in 5 anni, per il Coronavirus in Lombardia ci hanno lasciato 11.851 persone, 5 volte di più in soli due mesi”.

La questione fase 2

Parlando della Fase 2, il commissario straordinario ha voluto frenare, “Non spetta al commissario trovare le risposte a queste due domande importanti” ha dichiarato, ribandendo che né lui né la Protezione Civile si occupano di disegnare scenari ipotetici sulla fase 2. “Il nostro dovere è farci trovare pronti in qualsiasi momento il governo decida che la fase 2 debba avere inizio e sono certo che lo saremo”.

Approfondisci:

TUTTO SUL CORONAVIRUS

Vaccino antinfluenzale, nel Lazio l’obbligo per over 65 e personale sanitario

Coronavirus, al Trivulzio “agghiacciante malasanità”. Inchiesta sulla Regione Lombardia