Luca Zaia, Vincenzo De Luca e Attilio Fontana primo piano

Il calo dei contagi di coronavirus in Italia apre degli spiragli di speranza e subito si accende lo scontro tra le Regioni per la fase 2. Nel Nord i governatori si dicono pronti a riaprire, in prima linea Veneto e Lombardia, con Luca Zaia che decreta la fine del lockdown. Le Regioni del Sud, dove i numeri del coronavirus sono meno aggressivi, frenano, minacciando, come nel caso della Campania di Vincenzo De Luca, di imporre la quarantena a chi arriva dalle Regioni più colpite dal COVID.

Veneto e Lombardia: le Regioni pronte a riaprire

Di fronte al crollo dei contagi di coronavirus le Regioni del Nord si preparano ad accelerare sulla fase 2.

In prima linea Luca Zaia, che in conferenza stampa si è detto pronto a porre fine alle restrizioni: “Il trend continua a confermarsi positivo. Il lockdown, la chiusura totale, non esiste più e penso che su questo fronte stiamo lavorando alacremente“.

Il piano di Luca Zaia per riaprire le aziende

Il governatore del Veneto ha poi chiarito con un post su Facebook le sue posizioni, sottolineando che in ogni caso si agirà in sicurezza: “Riaprire sì, il prima possibile rispettando i responsi degli esperti, ma anche creando le condizioni per una estrema sicurezza sanitaria, prima di tutto per i lavoratori e per tutti coloro che, a diverso titolo, frequenteranno le aziende, dai titolari ai fornitori“.

❌❌❌ #CORONAVIRUS. IN VENETO UN PROGETTO E UN MANUALE PER RIPARTIRE IN SICUREZZA NELLE AZIENDE. ❌❌❌Riaprire sì, il…

Pubblicato da Luca Zaia su Venerdì 17 aprile 2020

Sottolineando che sarà il governo a decidere le riaperture, Luca Zaia lancia comunque un appello: “È ormai chiaro che con questo virus si deve imparare a convivere, perché ne avremo a che fare a lungo. Ma l’economia, nel frattempo, non può e non deve morire.

Con questo Piano riteniamo di aver equilibrato due esigenze primarie come la salute della gente e la ripresa del lavoro“. La Regione Veneto si dice pronta a riaprire entro il 4 maggio, nonostante la smentita del governo, con misure di contenimento per evitare una nuova impennata di contagi di coronavirus.

Lombardia, Fontana: “Riaprire dal 4 maggio”

Anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana si dice pronto a far ripartire la Regione. “Abbiamo lanciato la via lombarda per la libertà, un programma per riaprire le attività dal 4 maggio.

Si tratta di adeguarsi alla ‘nuova normalità’ che passa dalle quattro D“, dichiara il governatore, “Distanza (almeno un metro di sicurezza tra le persone). Dispositivi (obbligo di utilizzare le protezione per tutti). Digitalizzazione (Smart working obbligatorio per tutti coloro che possono). Diagnosi (Test sierologici, grazie alla ricerca del San Matteo di Pavia)“.

Le quattro D

Abbiamo lanciato la via lombarda per la libertà, un programma per riaprire le attività dal 4 maggio. Si tratta di adeguarsi alla “nuova normalità” che passa dalle quattro D:Distanza (almeno un metro di sicurezza tra le persone). Dispositivi (obbligo di utilizzare le protezione per tutti) . Digitalizzazione (Smart working obbligatorio per tutti coloro che possono). Diagnosi (Test sierologici, grazie alla ricerca del San Matteo di Pavia).Tutto ciò accompagnato da un piano di ripartenza per piccole e medie imprese. Già dai prossimi giorni saremo in grado di garantire i primi assegni di cassa integrazione a fino un milione di lombardi e saranno destinati 80 milioni per dare un riconoscimento economico a medici e infermieri.La Lombardia parla con i fatti.

Pubblicato da Attilio Fontana su Mercoledì 15 aprile 2020

Fontana dichiara che le Regioni devono essere libere di presentare idee e progetti per la ripartenza, ma abbassa i toni sottolineando che se gli scienziati diranno che si deve rimanere chiusi rispetteranno le indicazioni. La frenata arriva dopo le parole di Walter Ricciardi, rappresentante italiano all’Oms, che ha messo in chiaro come una seconda ondata di coronavirus in autunno è certa e che la Lombardia non può permettersi una riapertura “anche perché in questo momento ha una condizione epidemiologica di particolare gravità“.

Vincenzo De Luca minaccia di blindare la Campania

Ad alzare le barricate di fronte ai progetti delle Regioni del Nord è in primis il governatore della Campania Vincenzo De Luca. “Se dovessimo avere una corsa in avanti“, dichiara sulle Regioni maggiormente colpite, “la Campania chiuderà i suoi confini, faremo un’ordinanza con la quale vieteremo l’ingresso in Campania da Regioni nel quale il contagio è in corso“.

Il governatore campano su Facebook continua dichiarando che sarà il governo a decidere “sulla base di decisioni scientifiche, ed è una decisione che coinvolge tutto il resto del Paese“. Per evitare che il coronavirus torni a minacciare gravemente anche il Sud, “dovrà andare in quarantena chi arriva da Regioni dove c’è un livello altissimo di contagio“. Si prospetta inoltre la “riduzione del numero dei treni provenienti da quei territori e controlli rigorosi alle stazioni ferroviarie“.

Post su Facebook di Vincenzo De Luca
Post su Facebook di Vincenzo De Luca

Emilia Romagna: sulla fase 2 decide il governo

Anche Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, passa la palla al governo.

È il governo che ha l’ultima parola sulla ripartenza delle fabbriche. Le Regioni possono solo fare proposte sulle filiere strategiche nel loro territorio“, dichiara il governatore a La Repubblica.

Bonaccini chiede unità e attenzione perché “se acceleriamo troppo rischiamo il rimbalzo e i sacrifici di poche settimane ce li ritroviamo per anni“. Il coronavirus rimarrà in circolo almeno finché non si troverà un vaccino ma su come sarà la convivenza con il virus per i prossimi mesi sembra regnare ancora la confusione.

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