Un'operaia confeziona mascherine per il Coronavirus

Nell’ambito della fase 2 dell’emergenza coronavirus, non si placano le polemiche sul prezzo di vendita delle mascherine, fissato dal Governo ad un massimo di 50 centesimi al pezzo. Il Gruppo Crai, che opera nella grande distribuzione con oltre 3mila punti vendita, ha rilasciato una nota in cui dichiara di aver ritirato momentaneamente le mascherine chirurgiche dai propri negozi, a causa del prezzo ritenuto troppo basso.

Ci rendiamo conto che ciò può generare disservizio verso i Clienti e ne siamo particolarmente spiacenti – recita il comunicato della Crai – ma, nonostante tutto l’impegno e la disponibilità dimostrati dai negozi del Gruppo, particolarmente in questo periodo, verso tutti i consumatori che li frequentano, siamo nell’impossibilità di vendere le mascherine ad un prezzo inferiore al loro costo di acquisto”.

La polemica con la grande distribuzione

Il prezzo massimo di 50 centesimi al dettaglio era stato deciso dal commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, nel tentativo di evitare possibili speculazioni e garantire a tutti i cittadini questo bene essenziale per la fase della ripartenza. La decisione ha però finito per scontentare tutti coloro, negozianti e grande distribuzione, che avevano già comperato in precedenza stock di mascherine a prezzi più alti.

Rivenderle adesso a 50 centesimi significherebbe, dal loro punto di vista, non riuscire a far fronte ai costi.

La risposta di Domenico Arcuri

Lo stesso Domenico Arcuri, come riportato dall’Ansa, ha voluto rispondere direttamente al comunicato della Crai, intervenendo in video audizione alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera: “Questa azienda non ha fatto un contratto con il commissario straordinario – avrebbe detto Arcuri – non deve rivolgere a me la domanda”.

Arcuri, infatti, aveva annunciato di aver siglato un accordo con cinque aziende italiane, che immetteranno sul mercato mascherine chirurgiche ad un prezzo di 0,39 euro.

Abbiamo sottoscritto cinque accordi con cinque imprese italiane che ci riforniranno di 660 milioni di mascherine chirurgiche – aveva dichiarato in conferenza stampa – Sapete a che prezzo? A 0,39 euro, undici centesimi in meno del prezzo massimo che abbiamo fissato per la vendita”.

Nel sottolineare la complessità della situazione che stiamo vivendo, Arcuri aveva poi ricordato quanto sia cambiato lo scenario in poche settimane: “Prima della crisi questo importante dispositivo costava 8 centesimi, sei volte di meno del prezzo massimo che abbiamo inteso fissare”.

Il nuovo comunicato della Crai

A rimarcare questa difficile sintesi tra prezzo di acquisto da parte della grande distribuzione e prezzo di vendita al consumatore finale, è arrivato un nuovo comunicato del Gruppo Crai, in cui innanzitutto si chiarisce che il ritiro delle mascherine è temporaneo. “Ci siamo attivati da subito per trovare sul mercato delle mascherine con un prezzo più basso, in modo da poterle vendere quanto prima al prezzo indicato dal Governo”, si legge sul sito.

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