Luca Zaia

I primi giorni di Fase 2, salvo qualche caso riportato di eccessivo assembramento, sembrano aver dimostrato che l’Italia può farcela. Può, quindi, mantenere alto il livello di attenzione, pur allentando un po’ le misure contro l’emergenza Coronavirus. Per questo, le Regioni tornano a chiedere la possibilità di decidere autonomamente le riaperture, anticipando magari un po’ i tempi in base alle possibilità.

La possibilità di aperture anticipate

Subito dopo l’annuncio delle misure della Fase 2 partita il 4 maggio, i Governatori italiani hanno alzato la voce. Quanto fatto dal Governo, infatti, non sembra prevedere la possibilità alle singole Regioni di discostarsi dal decreto legge.

In parole povere, dalla Lombardia alla Sicilia siamo chiamati tutti a seguire le stesse regole e limitazioni. Alcune Regioni, però, non ci stanno: qualche giorno fa 13 Governatori hanno inviato una lettera al Governo in cui chiedono più poteri e libertà, che è stata poi seguita dall’ordinanza della Calabria in cui si annunciava la riapertura di bar e ristoranti (ma solo all’aperto).

Le ultime notizie, riportano che Governo e Regioni sarebbero al lavoro sull’ipotesi di riaperture anticipate e differenziate per ogni regione.

Lo ha dichiarato anche Bonaccini dell’Emilia Romagna, come riporta Ansa.

Luca Zaia: “Diverse Regioni hanno avuto diversi risultati

Il capofila dei Governatori “fai-da-te” sin dall’inizio della pandemia da Coronavirus è stato Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto. Il modello veneto ora sembra quello più apprezzato, tanto che è riuscito a contenere il contagio meglio della Lombardia e in molti si interrogano sui motivi. Ad ogni modo, nella conferenza stampa odierna riportata da numerose fonti, Zaia ha dichiarati che “Stiamo lavorando con il governo sull’ipotesi di poter avere un anticipo sulle riaperture rispetto alla data del 18 maggio“.

Un’ipotesi, questa, che distenderebbe di certo i rapporti tra le due parti. “Potrebbe essere l’occasione – le parole riportate di Zaia dall’Ansadi dare competenze in maniera differenziata alle Regioni sui propri territori“. Senza dimenticare però che “ci vuole buonsenso, in un Paese che è l’Ufficio complicazione affari semplici“. Questo perché, come sottolinea il Governatore “le diverse Regioni hanno avuto diversi risultati e diversi servizi erogati per la tutela della salute, l’una dall’altra. Ogni Regione ha la sua storia sanitaria, ha le sue scelte sanitarie, per cui penso che questo sia importante ricordarlo“.

Un’ipotesi che non è stata rigettata dal Ministro Boccia.

Zaia ha escluso però l’ipotesi di anticipare l’apertura di bar, ristoranti e parrucchieri, le categorie sul piede di guerra verso il Governo. “Non c’è base giuridica – ha detto Zaia – se lo facessimo l’ordinanza durerebbe come una stella cadente“.

Sabato l’udienza contro la Calabria

Il riferimento è ovviamente alla polemica, sfociata in un procedimento contro Jole Santelli, Governatrice della Calabria. Il Ministro Boccia aveva intimato di ritirare l’ordinanza che consentiva di riapre bar e ristoranti, pur servendo solo all’aperto e con tavoli ben distanziati.

La Santelli però si è rifiutata e così l’avvocatura di Stato ha proceduto.

Numerose fonti riportano ora che l’avvocatura non ha richiesto la procedura accelerata per richiedere il decreto cautelare monocratico al Tar. La difesa della Regione, invece, insiste che la questione sia materia della Corte Costituzionale. Intanto, è stata fissata un’udienza per sabato: il primo round dello scontro tra Governo e Calabria.

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