Alfonso Bonafede

Sull’infuocata vicenda delle scarcerazioni di mafiosi, che ha investito in pieno il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ora si aggiunge un nuovo capitolo. Il pentito Pasquale Di Filippo, ex killer di Cosa nostra, afferma a Repubblica: “I boss di Palermo hanno di sicuro festeggiato per quelle scarcerazioni. So come ragionano, sono stato anch’io un mafioso. Hanno festeggiato per la disorganizzazione dell’antimafia“.

Il pentito: “Ho paura che mi uccidano”

Il quotidiano scrive che il pentito Di Filippo “è turbato”. “Ho letto su Repubblica che è andato ai domiciliari anche Nino Sacco, componente del triumvirato che reggeva il mandamento di Brancaccio.

Adesso ho paura”, confessa Di Filippo. L’ex killer si è pentito nel 1995 e da allora collabora con la giustizia. Ma visti gli ultimi sviluppi, teme per la propria incolumità. “Ora che sono fuori dal carcere questi mi uccidono“. Molti di loro vennero arrestati grazie alle confessioni di Pasquale Di Filippo. Il pentito 56enne ha inoltre rivelato che dopo le stragi degli anni ’90: “Era pronto un missile da lanciare contro il Tribunale di Palermo. Non fosse stato per me avrebbero ucciso molti giudici e pure giornalisti.

Non avevano più niente da perdere. Secondo voi, adesso che sono fuori, cosa faranno?

Nuovo decreto per riportare in carcere i boss

La lista di scarcerati agli arresti domiciliari è salita fino a 456 detenuti, e non si tratta solo di vecchi e malati. Il ministro della Giustizia Bonafede ha spiegato che le scarcerazioni al centro della polemica sono decisioni di magistrati che hanno applicato leggi preesistenti. Bonafede avrebbe inoltre intenzione di riportarli in carcere tramite un nuovo decreto, che dovrebbe essere discusso all’inizio della prossima settimana.

Come ha spiegato lo scorso 6 maggio in Senato “è in cantiere un decreto legge che permetterà ai giudici, alla luce del nuovo quadro sanitario, di valutare l’attuale persistenza dei presupposti per le scarcerazioni di detenuti di alta sicurezza e al regime del 41-bis”.

Il centrodestra intanto ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Guardasigilli Bonafede, ritenendolo inadeguato e colpevole delle scarcerazioni. Nei prossimi giorni, verrà discussa e votata in Parlamento.

Lo scontro Bonafede-Di Matteo

La polemica è scoppiata dopo le dichiarazioni del magistrato antimafia Nino di Matteo a Non è l’arena, il programma su La7 di Massimo Giletti.

Di Matteo ha lasciato intendere che il ministro della Giustizia avrebbe ceduto alle pressioni di boss mafiosi, decidendo così di revocare una sua possibile nomina a capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). Tutto ciò non ha fatto che inasprire la situazione, già incendiata dalle scarcerazioni di mafiosi a causa dell’emergenza Coronavirus.

Il ministro ha replicato alle accuse definendole, sempre durante la Question Time in Senato, “del tutto campate in aria”. Infine, ha concluso Bonafede: “la linea di azione che ho seguito come ministro della Giustizia è stata, è e sempre sarà improntata alla massima determinazione nella lotta alle mafie”.