Una mascherina

Un welfare mafioso indirettamente nato grazie al Coronavirus. È questa la situazione prospettata dal report dell’Organismo permanente di Monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazioni nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso. Secondo gli esperti, la delicata situazione sanitaria e socioeconomica costituisce “uno scenario di indubbio interesse per la criminalità organizzata”. Questa potrebbe investire le sue risorse in nuovi traffici illeciti al momento molto redditizi. Sotto la lente d’ingrandimento, la speculazione su mascherine e prodotti sanitari nonché il controllo su piccole imprese e attività turistiche.

La mafia si dedica al traffico di mascherine e disinfettanti

L’Osservatorio prevede che, in tempo di Coronavirus, i gruppi camorristici si dedicheranno non tanto al commercio illegale di stupefacenti quanto piuttosto di prodotti sanitari.

“La quantità di stupefacente è al momento ridotta sul mercato”, riporta. Nonostante il Governo abbia fissato il prezzo delle mascherine a 50 centesimi/, sul mercato nero dei dispositivi sanitari c’è ancora ampio spazio per realizzare profitti “non molto diversi da quelli degli stupefacenti”. Il traffico di mascherine e disinfettanti presenta un doppio vantaggio: oltre a offrire un buon margine di guadagno è infatti associato a “un rischio giudiziario tendente allo zero”.

Infiltrazioni mafiose nelle imprese e nel turismo

L’Osservatorio teme che le tante piccole e medie imprese in difficoltà economica diventino prede delle organizzazioni mafiose. Bisognose di liquidità, queste potrebbero rivolgersi al credito mafioso, consentendo così una capillare infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico italiano. Preoccupa anche il settore del turismo e della ristorazione, in cui si ritiene che la mafia possa reinvestire grandi quantità di denaro. La crisi economica diffusa e il gran numero di imprese sofferenti non fanno che peggiorare il contesto: come prospetta il report, “si assisterà alla polverizzazione dell’investimento mafioso, condizione che renderà più complessa l’indagine stessa”.

Un nuovo modello di welfare mafioso

In assenza di un chiaro segnale da parte delle Istituzioni si rischia che la mafia rafforzi il suo controllo sulla società. Il riferimento non è a casi eclatanti, come la recente scarcerazione del boss Zagaria. Nel mutato scenario legato all’emergenza Coronavirus, le organizzazioni criminali potrebbero ritagliarsi un ruolo più silenzioso ma drammaticamente pervasivo, e per questo pericoloso. Tenderanno aconsolidare la sfera di influenza e di controllo mafioso nei settori economici che non hanno interrotto la propria attività”, avverte l’Osservatorio.

Si proporranno come fornitori di assistenza e servizi – quegli stessi servizi che dovrebbe offrire lo Stato – rafforzando “il welfare mafioso per ampliare la base di consenso sociale”.