Massimo Bossetti

A La Vita in Diretta fa discutere il parere di Elisabetta Aldrovandi, presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime. L’avvocato ha recentemente rilasciato un’intervista alla testata online BergamoNews, sollevando dubbi sull’effettiva colpevolezza di Massimo Bossetti. L’uomo, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, continua a dichiararsi innocente. Interviene in studio Giovanni Terzi, che ha intrattenuto uno scambio epistolare con il detenuto, il difensore di Bossetti Claudio Salvagni e il magistrato Ines Pisano.

L’avvocato Aldrovandi: “Una sentenza dubbia

Secondo l’avvocato Aldrovandi, le prove contro Massimo Bossetti non erano così limpide e schiaccianti.

“Ho pieno rispetto delle sentenze dei giudici, ma ritengo quantomeno dubbia quella inflitta a Bossetti”, ha dichiarato. A suscitare interrogativi sono le basi stesse della condanna, ovvero “una serie di accertamenti irripetibili, ossia consumativi o modificativi delle prove originarie”. Aldrovandi ha aggiunto: Nei risultati ci sono elementi controversi, secondo la mia esperienza professionale”. All’avvocato pare strano che Massimo Bossetti non abbia mai chiesto il rito abbreviato. “Ciò mi fa riflettere sulla sua colpevolezza, seppure decisa con una sentenza passata in giudicato”.

La stima per l’avvocato Aldrovandi

“Conosco l’avvocato e so con quanto impegno si dedica alla giustizia, è un suo dubbio legittimo”, asserisce Massimo Terzi.

Il giornalista sostiene che sia normale, per un professionista del mondo della giustizia, leggere delle sentenze e porsi delle domande. Grande stima per Elisabetta Aldovrandi anche da parte del magistrato Ines Pisano: “Lungi da me criticare il suo parere”. Tuttavia per Pisano il fatto che Massimo Bossetti non abbia chiesto il rito abbreviato non è un sintomo della sua innocenza. Un imputato colpevole può infatti scegliere di andare in dibattimento per tentare di rovesciare le accuse.

La discussione sulle 54 tracce di DNA ritrovate

“Quando c’è una sentenza passata in giudicato non si può fare la revisione del processo sulla base delle stesse prove, continua Ines Pisano, commentando la richiesta della difesa di riesaminare il DNA. “Il nostro codice dice che gli accertamenti irripetibili non possono essere messi in dubbio, che poi questo sia giusto o sbagliato non spetta a me dirlo, è stato il legislatore a deciderlo”. Ribatte l’avvocato Claudio Salvagni, difensore di Bossetti, che spera nella revisione del processo. “Le sentenze dicono che la perizia non è stata concessa per l’esaurimento di 2 campioni di DNA – spiega –  ma abbiamo appreso che c’erano 54 tracce di DNA”.

Secondo il magistrato Pisano, le tracce menzionate da Salvagni non costituirebbero nuove prove. “Dovreste chiamare il consulente genetico che è stato intervistato su questi reperti, che sostiene che non siano utilizzabili, afferma.

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