arrivo in Italia di cesare battisti

L’ex Presidente del Brasile, Luis Inacio Lula da Silva, ha chiesto scusa ai familiari delle vittime di Cesare Battisti. Lula ha puntato il dito contro l’allora ministro della Giustizia affermando che fu a causa della sua opinione che non decise di proseguire con l’espatrio. 

Cesare Battisti si trova al momento rinchiuso presso il carcere di Oristano dove sta scontando l’ergastolo, solo lo scorso luglio aveva lamentato un malessere dovuto alle condizione di detenzione. Lo scorso maggio aveva invece chiesto la scarcerazione per la paura del contagio da Covid-19.

 Le scuse di Lula

Sbagliai quando concessi l’asilo al terrorista italiano”, esordisce così l’ex presidente del Brasile, Luis Inacio Lula da Silva, parlando di Cesare Battisti e quell’estradizione mai concessa.

Lo ha fatto durante un’intervista rilasciata a TV Democracia, un canale YouTube. Lula ha motivato le sue parole puntando il dito contro l’allora ministro di giustizia, Tarso Genro, che credeva fortemente nell’innocenza di Battisti. 

Ha ingannato molta gente in Brasile, non so se ha fatto altrettanto in Francia, ma la verità è che c’erano molte persone che pensavano che fosse innocente. E se abbiamo commesso questo errore, ci scusiamo senza dubbio” ha spiegato Lula.

Governo messo in cattiva luce

Secondo il leader del partito dei Lavoratori, la figura di Cesare Battisti ha messo in cattiva luce tanto l’operato del governo quanto i rapporti con l’Italia e l’Europa. “Un rapporto straordinario”, ha detto Lula. 

Non avrebbe dovuto mentire a chi credeva in lui. Il principio più importante in politica è di non far mai del male a un amico. Non puoi mentire ai tuoi amici. Oggi penso che, come me, tutti quelli della sinistra brasiliana che hanno difeso Battisti sono rimasti molto delusi“.

 

Torregiani contro le scuse

All’Ansa è arrivata la secca replica di Alberto Torregiani  che ha così commentato: “Le scuse di Lula? Meglio tardi che mai ma sono inutili”. Torregiani rimase gravemente ferito durante una sparatoria dei Pac nel 1979, dove perse l’uso delle gambe e il padre, un gioielliere rimasto ucciso.

Adesso voglio vedere cosa dice chi aveva appoggiato la sua decisione. Perché dirlo oggi? Per fare notizia? Avrà le sue motivazioni personali. Io resto basito. Ma su questa vicenda si torna ciclicamente.

Se di Battisti non si parla almeno ogni tre mesi, inizio a preoccuparmi. Noi non ci facciamo nulla delle sue scuse“.

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