luca cavazza

L’inferno bolognese ormai è stato scoperchiato, e i demoni non la smettono di uscire dalla pentola.

Continua l’indagine su Villa Inferno che ha portato a 8 indagati per reati legati a droga e prostituzione minorile, e se da una parte l’indagato-vip, Luca Cavazza, rimanda le accuse al mittente, i testimoni fanno emergere dettagli sempre nuovi e, con loro, una novità: Villa inferno potrebbe non essere l’unico luogo di orge e festini del bolognese.

L’indagato parla dei festini a Bologna

Sarebbero diverse le residenze dell’Inferno: in città, a Bologna, le case in cui nascevano festini, orge e party a base di cocaina e minorenni sono numerose, a quanto pare estranee alla persona di Bacci e, forse, legate tutte ad un locale noto a Bologna.

 

A parlare delle altre case sarebbe stato per primo uno degli indagati, le cui parole sono riportate da Il Resto del Carlino: In tutte le case a Bologna dove si fanno le ’chiuse’ ogni fine settimana lei c’è finita dentro… e parlo di gente che la bamba (cocaina, ndr) la può comprare, non pezzenti. Gente che ti prende, ti mastica e ti sputa”.

Sarebbero stati fatti i nomi di decine di persone, nomi rispettabilissimi in città, ma su ciò che sarebbe successo in queste altre case è tutto da chiarire, compreso l’ipotetico coinvolgimento di minorenni.

Parla una delle ragazze

A confermare ciò che accadeva nei festini di Villa Inferno ora emerge anche la testimonianza di una partecipante, sempre riportata da Il Carlino: “A Villa Inferno ho visto chiaramente persone che dopo aver bevuto e assunto coca, facevano vere e proprie orge. Evidente che le ragazze che la frequentano e ricevono cocaina in regalo sono pronte a prostituirsi”.

L’incontro con la ragazza della denuncia

La testimone ha anche raccontato il suo incontro con la ragazza che ha fatto, in maniera indiretta, scattare la denuncia (è la madre della giovane ad aver portato il cellulare in caserma). Le due si sarebbero conosciute in un locale: a legarle il medesimo abituale uso di cocaina, lo scambiarsi indirizzi di locali dove trovarla. Poi, una sera, la testimone aveva visto laragazzina in uno stato di evidente difficoltà, ed aveva deciso di aiutarla:Aveva assunto molta coca, mi era sembrato che molti uomini ne stessere approfittando.

 Ho deciso di portarla a casa mia, sapevo che era minorenne e ho voluto proteggerla”.

Bacci in seguito avrebbe mostrato alla testimone anche un video, in cui la ragazzina era “coinvolta in esplicite attività orgiastiche”.

Luca Cavazza, che diceva “Giù le mani dai bambini”

Luca Cavazza, per ora, non parla. A parlare è il suo avvocato, che dichiara che il suo cliente “dice che non c’è stata nessuna costrizione, nessuna violenza fisica o psicologica. Ora valuteremo in base alla lettura delle carte se rispondere alle domande nell’interrogatorio di garanzia”.

Eppure sono in tanti ora che, al contrario di Cavazza, parlano e raccontano.

Non sono pochi quelli che, inoltre, si ricordano del Cavazza “pre-scandalo”, che nel 2019 diceva “Giù le mani dai bambini” mentre esplodeva il caso Bibbiano, e lo faceva in piena atmosfera di campagna elettorale, pubblicando le foto di un comizio di Lucia Borgonzoni con gli hashtag #scriviCavazza e #borgonzonipresidente .

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