Marco e Gabriele Bianchi, accusati dell'omicidio di Willy

Nella drammatica e brutale vicenda dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, la furia dell’opinione pubblica si sta concentrando per la maggior parte sul branco responsabile del violento pestaggio a Colleferro. In attesa che la giustizia determini le singole responsabilità degli assassini di Willy, emerge un altro racconto delle loro “gesta”, e arriva dal titolare di un pub di Giulianello.

L’incontro del titolare del pub con i fratelli Bianchi

Ieri, le parole del carabiniere che per primo ha soccorso Willy. Oggi, invece, è diventato immediatamente virale il post di Stefano Sorci, che ha un pub a Giulianello, in provincia di Latina.

Qui, racconta, si sono presentati “i ragazzi alla ribalta delle cronache“, ossia presumibilmente i fratelli Bianchi. Marco Pincarelli e Francesco Belleggia. Questi, racconta Sorci, si sono presentati al suo pub a inizio estate: “Quando fai il mio lavoro da anni, ti accorgi che su quella storia dell’abito e del monaco qualcuno ci ha ricamato sopra allegramente“.

Nel locale, “È calato subito il silenzio, sono stato costretto ad alzarmi quando ho sentito un poco promettente ‘chi è che comanda qua dentro?“. Un atteggiamento intimidatorio, che ha dato il via a qualche minuto ad alta tensione.

La denuncia del titolare: “Hanno bevuto, fatto casino e ruttato

Durante l’incontro con gli uomini ora accusati per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il titolare del pub riferisce che questi “Hanno iniziato a fare mille domande, prima sugli orari di apertura di tutti i locali del paese, poi sulle birre, sul modo in cui si lavano i bicchieri“. Atmosfera definitiva “pesantissima“, con molta gente che avrebbe lasciato il locale.

Poi, altri dettagli che fanno capire il clima: “mentre cercavo di rispondere alle domande, loro hanno iniziato a fare una gara di rutti sopra la mia voce“, per poi sbeffeggiarlo dicendo “non si fa così, non ci facciamo riconoscere, se ruttiamo poi sembra che manchiamo di rispetto a lui che comanda!

Dobbiamo chiedere scusa“. “Hanno bevuto, hanno fatto casino, hanno brindato, hanno ruttato, e sono ripartiti sgommando col Suv, come cani che hanno appena pisciato su un territorio nuovo e se ne vanno soddisfatti” racconta Stefano Sorci.

I ragazzi alla ribalta delle cronache sono stati anche da me, era una sera d’inizio estate.È stata una mezz’ora, sul…

Pubblicato da Stefano Sorci su Mercoledì 9 settembre 2020

Willy, lo “scricciolo d’uomo” pieno di coraggio

Il post non è volto solo a raccontare i personaggi ritenuti gli assassini di Willy, pestato a morte a Colleferro.

Il titolare, ripensa infatti a quel momento, a quando “avevo soltanto chinato il capo davanti alla prepotenza“. E ripensa quindi a quel 21enne: “provo solo una stima enorme per Willy e per la sua sterminata mole di coraggio racchiusa in uno scricciolo d’uomo“.

Proprio quel coraggio, ora resta la virtù con la quale viene raccontato e ricordato Willy Monteiro Duarte. Oltre le accuse qualunquiste allo sport praticato dai giovani, alla musica ascoltata dagli stessi, a qualsiasi scusa che sposti l’attenzione sui punti fermi della vicenda: Willy ha avuto coraggio e per questo è stato pestato a morte.

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