I fratelli Bianchi e Mario Pincarelli

Marco e Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli si trovano in carcere da una settimana, questo è il tempo che è trascorso dal brutale omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne di Paliano pestato fino alla morte davanti ad un locale di Colleferro.

Passati i funerali, ai quali hanno partecipato migliaia di persone, la direzione del carcere di Rebibbia fa sapere che sta valutando, a seguto della richesta dei legali, di tenere i tre accusati in isolamento. Per i quattro, Francesco Belleggia si trova ai domiciliari, il capo d’imputazione è passato da omicidio preterinzionale a volontario.

Chiesto l’isolamento

A riferirlo è Il Messaggero, che fa sapere come la direzione sta al momento valutare di prolungare l’isolamento dei fratelli Bianchi e di Pincarelli, che attualmente è dovuta alla quarantena obbligatoria prevista nelle misure di sicurezza anti-Covid, per evitare il rischio di violente ritorsioni.

La richiesta arriva direttamente dai legali dei tre arrestati a seguito della preoccupazione generata dalle circostanze. Così hanno presentato richiesta alla Dap e alla polizia penitenziaria ribadendo che i loro assistiti hanno diritto ad una giusta detenzione.

Il commento del direttore

Il caso dell’uccisione di Willy Monteiro Duarte ha avuto un enorme impatto mediatico, tanto fuori quanto dentro il carcere, ha spiegato il direttore definendo come la brutalità e la violenza usata nel pestaggio vada oltre ogni “codice” criminale.

Stefano Anastasia, garante per i detenuti del Lazio, ha fatto sapere: “Trascorse le due settimane di isolamento precauzionale per il Covid, effettivamente si dovrà valutare una adeguata forma di isolamento cautelativo per impedire che i tre possano essere oggetto di attenzioni per così dire, sgradite, all’interno del carcere”.

Detenzione senza anomalie

Stefano Anastasia ha ribadito quanto già spiegato dal direttore del carcere aggiungendo però che: “Ho avuto modo di verificare che questi giorni di detenzione stanno scorrendo senza anomalie”.

Chiusa la palestra

Nel corso delle indagini è arrivata anche la chiusura della palestra di MMA dove si allenavano i fratelli Bianchi. Il provvedimento è scattato a seguito di diverse irregolarità riscontrate durante le perquisizioni. Si tratta di anomalie contrattuali per quattro dipendenti, violazioni della normativa antincendio, malfunzionamento dell’impianto di estrazione ed immissione dell’aria… La chiusura è stata disposta dall’ASL finché le norme non saranno rispettate, con un comunicato, la palestra ha fatto sapere che riaprirà il prossimo 15 settembre.

Il cordoglio della classe politica

La morte di Willy ha coinvolto emotivamente l’Italia intera, nel giorno dell’addio sono stati tanti gli esponenti delle classi politiche a dedicare un pensiero al giovane. “Non si può morire così, non è giusto. È un dolore troppo grande” ha scritto Luigi Di Maio, “Da italiano e da papà chiedo giustizia e preghiera per Willy, galera a vita per gli infami assassini” segue Matteo Salvini, “Sei stato coraggioso, altruista, ci hai ricordato che non possiamo girarci dall’altra parte davanti ai soprusi e che è compito di tutti noi migliorare la nostra società, affinché tragedie come questa non si verifichino più.

Continueremo a chiedere giustizia per te”.

Mio figlio non è morto invano

Dopo funerale, l’Ansa ha intercettato le parole scambiate tra il papà di Willy, Armando, all’ambasciatore di Capo Verde Jorge José de Figuereido Goncalves, “Mio figlio non è morto invano se è vero che ha tentato di salvare una vita”, parole riferite dallo stesso ambasciatore all’uscita dall’abitazione.

La famiglia ora è trincerata in un dolore silenzioso e composto, unita e stretta sia nella comunità palianese sia in quella capoverdiana che da Roma è partita per portare l’estremo saluto a Willy.

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