Il funerale di Willy Monteiro Duarte

Paliano, 12 settembre, l’intera comunità insieme a quelle di Colleferro, Artena e a tutti i paesi della valle del Sacco, ha detto addio a Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni morto per mano della furia di 4 ragazzi di poco più grandi.

Un pestaggio brutale, come dimostrano i segni sul corpo del 21enne e gli occhi ancora traumatizzati dei testimoni. In tanti, nelle scorse ore, si sono riversati alla camera ardente e al funerale, tutti con indosso una maglia bianca, per onorare la memoria di Willy e per dare conforto alla famiglia.

Il funerale di Willy

Alle 10, presso il campo sportivo di Paliano, sono iniziate le esequie celebrate dal vescovo di Tivoli Mauro Parmegiani. In migliaia davanti la struttura, ma solo 1300 sono potute entrare per rispettare le norme di sicurezza anti-covid, mentre gli altri sono rimasti fuori, in attesa, insieme ai giornalisti (per rispettare il volere della famiglia che non ha voluto riprese di alcun genere).

Tutti con indosso una maglietta bianca semplice o con le scritte Ciao Willy, Restiamo online, vigiliamo. Il bianco come simbolo della purezza d’animo e di gioventù, la stessa di cui era dotato Willy che, con la sua morte, ha coinvolto emotivamente non solo le comunità limitrofe ma l’Italia intera.

Il bianco è anche il colore del lutto a Capoverde, terra d’origine della famiglia.

Le immagini del funerale di Willy Monteiro Duarte
In migliaia fuori del campo sportivo per dire addio a Willy. Tutti con indosso una maglia bianca.
Credits: Imagoeconomica

Presenti le cariche dello Stato

Presenti anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’interno Luciana Lamorgese, il Presidente della Regione Lazio Zingaretti e i sindaci di Paliano, Colleferro e Artena.

C’è la volontà di ricordare Willy Monteiro Duarte, a partire da un murales che sarà dipinto ad Artena, il progetto prevede il ritratto di Willy con alle sue spalle un leone, per onorare il suo enorme coraggio come ha specificato il sindaco. Passando, come riferito dallo stesso Zingaretti, all’intitolazione di una scuola per “Non dimenticare mai il rispetto della persona. Colpisce la violenza su una persona inerme, gentile e coraggiosa come Willy“. Zingaretti ha poi aggiunto che ora è importante non lasciare sola la famiglia e sostenerla nella ricerca della giustizia: “La Regione pagherà e sosterrà la famiglia per le spese legali e uno degli istituti alberghieri della nostra regione sarà dedicato al nome di Willy” si legge sul Corriere della Sera.

Le parole di Conte

All’uscita dal campo sportivo, il Presidente del Consiglio Conte ha salutato la famiglia e i sindaci. “Oggi c’è tutta l’Italia. L’Italia ama questa famiglia umile e operosa“.

Il Premier parla di efferata violenza: “Non possiamo minimizzarla, dobbiamo guardarci in faccia e ammettere che ci sono diverse frange sociali che coltivano la mitologia della vioelnza e della sopraffazione e questo deve mobilitare tutti, politici, giornalisti, cittadini… tutti dobbiamo lavorare a un comune obiettivo, contrastare questa mitologia, estingueral e richiamare il quadro di valori e principi su cui si fonda la nostra società: il rispetto della persona nella sua dignità, chiunque essa sia.

Ci aspettiamo condanne severe e certe e ci aspettiamo un’esecuzione severa delle pene“.

Il Presidente del Consiglio Conte al funerale di Willy.
Il Presidente del Consiglio Conte al funerale di Willy.
Credits: Imagoeconomica

Il Premier ha poi accennato alla ripartenza delle scuole: “Deve essere l’anno scolastico del contrasto al bullismo, al lingiuaggio dell’odio, il linguaggio della violenza. Anche quello è un linguaggio che pesa, le parole son pietre a tutti i livelli”.

Le parole del vescovo

Nella sua omelia, il vescovo Parmegiani ha lanciato un appello a 360° affinché la morte di Willy non cada nell’oblio, a non girare la testa e a dedicarsi a un vero e proprio un patto educativo per i giovani.

La famiglia di Willy al funerale
La mamma e la sorella di Willy al funerale.
Credits: Imagoeconomica

All’uscita dal campo sportivo, la famiglia è stata abbracciata da un caldo applauso da parte dei presenti. “Occorre rimanere in silenzio davanti al mistero della morte di un giovane” ha detto e poi ha concluso: “Perché la morte barbara e ingiusta di Willy non cada nell’oblio impegnamoci tutti a comprometterci insieme.

Chiediamo a Dio anche la forza di saper un giorno perdonare chi ha compiuto l’irreparabile“.

Willy come, Manuel, Filippo, Luca, Elena e Diego, è vittima della brutale e ingiustificata violenza. Diventato quasi un simbolo che racchiude in sé tutte le storie note e quelle che non hanno avuto una voce e che ora parlano grazie ai suoi occhi pieni di sogni e al suo sorriso dolce colmo d’amore e coraggio.

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