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Alessia Logli è ospite a Live – Non è la d’Urso, dove ha parlato della vittoria al concorso di bellezza e le sue speranze di entrare nel mondo della moda. Al centro dell’intervista di Barbara d’Urso anche la decisione di Antonio Loglio di sposare l’ex amante Sara Calzolaio, dopo la condanna per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa. C’è stato anche un momento di grande commozione per la conduttrice, dato che anche Barbara d’Urso ha perso la madre giovanissima.

Alessia Logli: la condanna del padre “un errore”

Alessia Logli aveva 11 anni quando Roberta Ragusa è scomparsa senza lasciare tracce.

Antonio Logli, il marito, è stato condannato a 20 anni per il suo omicidio, ma i figli hanno sempre sostenuto la sua innocenza. Per Alessia è stato un colpo durissimo: “Inizialmente mi sono appoggiata a mio babbo, mi ha aiutato tanto a crescere. Oltre a lui tutte le persone che mi vogliono bene, i miei nonni, i miei amici, mi hanno sostenuto. Sono una persona forte e sono riuscita ad andare avanti“, racconta.

Lei non ha dubbi sul fatto che il padre non sia colpevole: “Io penso che sia stato un errore“.

Non ha idea del destino che sia toccato alla madre, se sia viva o meno: “È impossibile sapere, se lo sapessi sarei già da lei“, confessa.

Il matrimonio con Sara Calzolaio

Alessia Logli racconta anche come ha vissuto la relazione tra il padre e Sara Calzolaio, all’epoca sua baby-sitter. Inizialmente l’amore tra Logli e Calzolaio è stato un colpo difficile da digerire: “L’ha fatta avvicinare piano, quando ho scoperto la cosa ho reagito male. Ero molto legata a mia mamma, eravamo sempre insieme.

Quando l’ho saputo sono rimasta delusa, sapevo che una cosa del genere l’avrebbe ferita. Io ero ancora piccola, ho saputo la cosa ma non ho realizzato tutta la situazione che c’era dietro“.

Alessia comunque non ritiene il padre un omicida: “Lo conosco, lui è un uomo buono, è sempre stato buono con tutti, proprio di indole“. E su Roberta Ragusa confessa: “Io spero che lei stia bene. Io finché non ho la prova concreta che lei è morta crederò sempre che lei è viva e che possa tornare un giorno“.

Crescere senza madre

Alessia ricorda la madre Roberta Ragusa, con cui condivideva l’amore per la moda e i vestiti: “Lei era molto creativa, cuciva“, mentre Alessia amava scegliersi i vestiti.

Quando Sara Calzolaio è rimasta l’unica donna nella sua vita ha cominciato a conoscerla sotto un altro aspetto: “Inizialmente non è stato facile, poi però si passa oltre. Ho iniziato a conoscere la persona che già conoscevo, da un’altro punto di vista. Lei mi è stata vicina, mi ha aiutato in tante cose, mancando mamma lei ha cercato non di sostituirla ma di aiutarmi a credere.

Se il mio babbo è felice io sono felice per lui“. La vita senza Antonio Loglio è “più dolorosa di prima“, racconta.

I contatti con lui sono solo virtuali, “in videochiamata, è dalla quarantena che non lo posso vedere. Mi diceva che gli mancavamo, poi lui aiutava mio fratello con l’autoscuola, si confronta, cerca sempre di darci una mano“.

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