intervento di giuseppe conte alla festa del foglio

Il coronavirus torna a colpire con violenza l’Italia, in una seconda ondata che non sta andando come previsto. L’allarme cresce nelle principali città italiane, dove già da giorni si ventila la necessità di lockdown mirati. Una prospettiva che potrebbe diventare realtà già da questo week end, dopo che si sono registrati 31mila contagi in 24 ore.

Se il presidente Conte voleva attendere metà novembre per ricorrere alla misura di contenimento più dura, i numeri del coronavirus, con la salita dell’Rt che ci proietta nello scenario 4, potrebbe non lasciare il lusso del tempo al governo.

Il coronavirus galoppa in 11 Regioni

Milano, Napoli, Torino, Roma: il coronavirus galoppa nelle città metropolitane italiane e nelle rispettive Regioni, dove sale l’indice Rt, il numero di riproduzione netto del virus. Piemonte e Lombardia sono rispettivamente a 2.16 e 2.09, e la media in Italia si attesta a 1.7, mentre altre 9 Regioni sono classificate a rischio di trasmissibilità non controllabile (Abruzzo, Liguria, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto, Toscana).

Una situazione che sta destando enorme preoccupazione tra medici e virologi, che vedono all’orizzonte il collasso dei servizi sanitari, con gli ospedali sotto forte pressione da giorni.

Conte: “Non c’è la palla di vetro”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto alla Festa del Foglio per chiarire la strategia allo studio del governo. “Stiamo organizzando la strategia, non vi è sfuggito che a livello regionale ci sono i governatori che stanno adottando misure più restrittive. A livello nazionale ci sono misure atte a mitigare il contagio“, ha dichiarato il premier, che sulle prossime misure restrittive ammette: “Stiamo capendo se necessario intervenire ancora“.

Vaccino a dicembre, ma per le dosi bisogna attendere la primavera

Conte interviene anche sulle prospettive di un vaccino: “Confidiamo di averlo a dicembre, arriveranno qualche milione di dosi per Paese, quindi dovremo fare un piano condiviso a livello europeo, per intervenire sulle fasce più a rischio della popolazione“.

Per “Gli effetti, man mano che si potranno raggiungere le centinaia di milioni di dosi che abbiamo contrattualizzato, dovremmo aspettare primavera“, continua Conte.

Il governo non si è mai fermato

La preoccupazione è l’impennata della curva“, dichiara il presidente del Consiglio.

La seconda ondata era attesa, spiega, “abbiamo continuato a investire su scuola e sanità, abbiamo chiesto la proroga dell’emergenza, il governo non è mai andato in vacanza. Tutti i presidi sono rimasti sempre vigili“. L’azione del governo ha dei limiti, ammette: “La portata di questa seconda ondata, non c’è un manuale, non c’è una palla di vetro, i numeri sono preoccupanti“.

Le proteste contro il lockdown

Il premier interviene anche sui disordini che ci sono state in diverse città italiane, l’ultima a Firenze, dove ci sono stati scontri con la polizia. “C’è rabbia, angoscia, disperazione“, ammette Conte, “però anche oggi dobbiamo vedere i lati positivi.

Tanti rispettano le regole, mi hanno scritto ristoratori che pur esponendo il disagio hanno detto che chiudono alle 18. Anche i cittadini, che girano di giorno, hanno la mascherina. Il Paese sta dimostrando grande senso di responsabilità con tutte le difficoltà e le proteste che ci sono“.

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Nuovo Dpcm in arrivo

L’arrivo di un altro Dpcm con misure più stringenti è stato confermato da Luigi Di Maio alla Festa del Foglio: “Ci sono riunioni incessanti per il prossimo dpcm che sarà sicuramente più restrittivo“.

Rispetto alla situazione europea, “l’Italia non è nella parte alta dei contagi: non dobbiamo stare tranquilli ma dobbiamo capire se anticipare mosse per evitare che la curva peggiori“, spiega il ministro degli Esteri.

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