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A distanza di 3 mesi dalla scomparsa di Viviana Parisi e Gioele Mondello, i periti e gli inquirenti cominciano a trarre alcune conclusioni dagli elementi emersi durante le indagini.

Non si tratta per ora, purtroppo, di risposte certe, bensì di eliminazione di alcune ipotesi, nel delinearsi di un quadro che si allontana sempre di più da quello ipotizzato e ricostruito dalla famiglia Mondello-Parisi.

Esclusa la pista dell’aggressione esterna

Il procuratore Angelo Cavallo, che ha lavorato al caso per mesi, ora sente di poter con certezza escludere almeno una delle piste investigative, ovvero quella che convincerebbe maggiormente la famiglia delle vittime: l’aggressione da parte di persone o animali.

“Ora possiamo escludere che Viviana e Gioele siano stati aggrediti da animali o da qualche persona”, dice Cavallo a Il Corriere della Sera. Si avanzano ipotesi solide sulla morte di Viviana, mentre il corpo martoriato del piccolo Gioele non ha potuto dare grandi risposte: “Per la signora la morte è compatibile con il volo dal traliccio; quanto al bambino sarà più difficile arrivare a una conclusione, possiamo solo procedere scartando delle ipotesi, come quelle riconducibili a terze persone e a cani feroci”.

Se infatti Viviana era stata ritrovata 5 giorni dopo la scomparsa, il corpo di Gioele era rimasto esposto alle intemperie ed agli agenti naturali dal 3 al 19 agosto, ed i resti ritrovati dagli inquirenti erano di natura prevalentemente ossea.

Non sono della stessa opinione i legali della famiglia Mondello, che in un recente passato, a numerose fonti, hanno dichiarato: “I ramoscelli delle frasche, se Viviana fosse caduta dal traliccio, si sarebbero dovuti trovare sotto il cadavere e non sopra o rompersi per l’impatto”.

In realtà secondo gli inquirenti è assolutamente plausibile che alcuni ramoscelli, effettivamente ritrovati sopra il corpo, possano esserci finiti per via degli agenti atmosferici.

Elvira Ventura, medico legale che ha esaminato i corpi, ha anche scartato l’ipotesi che Gioele potesse essere rimasto gravemente ferito o fosse addirittura morto durante l’incidente, come riporta Il Corriere: “I vestiti di Gioele sono puliti e in macchina nessuna traccia di sangue. Difficile pensare che fosse moribondo“.

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Nonostante i passi avanti, chi sta esaminando i risultati delle analisi sembra sempre di più propendere per l’eventualità che la causa della morte di Gioele rimanga un mistero, e che si possano solo fare mere supposizioni sulla sua fine.

Anche l’ipotesi dello strangolamento, caldeggiata da molti ed osteggiata dalla famiglia, risulta difficile da scartare o confermare a priori: “Ci sta, ma non lo sapremo mai con certezza, dichiara Angelo Cavallo.

La tesi della famiglia delle vittime

La famiglia Mondello e la famiglia Parisi intanto non cedono sulle loro posizioni e rifiutano l’ipotesi dell’omicidio suicidio. Nel mese di ottobre vari componenti della famiglia hanno dichiarato pubblicamente quanto l’ipotesi dell’omicidio di Gioele fosse da scartare: “Non avrebbe mai commesso un gesto estremo come all’inizio si era parlato”, aveva dichiarato ad esempio Denise, sorella di Viviana, a Quarto Grado.

Sempre nella stessa occasione aveva parlato Daniele Mondello, che aveva portato avanti l’ipotesi dell’omicidio della donna: “Mia moglie Viviana è stata uccisa perché testimone scomoda della morte di nostro figlio Gioele, aggredito dai cani”. Questa teoria sarebbe stata condivisa anche dal padre di Viviana, che ha dichiarato: “Avrebbe dato la sua vita per difendere il bambino”.

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