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Eva Henger, oggi, è una persona che può definirsi allenata nella lotta all’odio social e quegli hater che per anni l’hanno vessata non li teme più. Anche di fronte all’insulto più becero e cattivo la Henger riesce a non cedere alla voglia di rispondere perché il più delle volte, scendere al livello dell’odiatore altro non significa che alimentare il suo rancore, dare importanza alla sua cattiveria. E con l’odio, Eva Henger, già in passato ha dovuto fare i conti in maniera ravvicinata, travolta da un vortice di paura di fronte ad una casa in fiamme.

Eva Henger: dall’odio agli atti persecutori

Il ricordo è tornato alla mente discorrendo al telefono sulla pericolosità dei social quando, dietro alla tastiera, viene a meno la consapevolezza dello strumento che si sta usando. Dall’ignoranza all’invidia, dalla cattiveria alla noia: sono tanti e disparati i sentimenti che spingono l’hater a bersagliare un personaggio pubblico e talvolta, purtroppo, l’ossessione per una persona può sfociare in veri e propri atti persecutori, nel mero stalking. Sono trascorsi 17 anni da quando Eva Henger ha dovuto fare i conti con il suo stalker ma al momento di raccontarlo, i dettagli sono vividi, purtroppo rimasti intatti nonostante l’incedere del tempo.

Eva Henger e lo stalker: “Diede fuoco a casa mia

Mi è successo di avere a che fare con lo stalking e non per colpa dei social – ci racconta al telefono Eva Henger – un uomo mi ha dato fuoco alla casa“. Un’orribile esperienza riesumata dal passato, tempo in cui a lungo si parlò di quell’uomo che da tempo ossessionava la Henger e che un giorno decise di dirigersi verso la casa dell’attrice sfogando il proprio disturbo.

Era un malato di mente di origine bulgara e mi ha ossessionato per 2 anni. Ogni volta i carabinieri arrivavano, lo portavano via ma poi dopo 10 minuti lo rilasciavano… ancora non c’era la legge che punisce lo stalking, parliamo di un fatto che risale a 16, 17 anni fa, prima ancora di Paperissima Sprint“.

Le minacce alla figlia Mercedesz: “Ero preoccupata, avevo molta paura

Nessuna legge che ai tempi potesse punire nell’immediato il suo stalker e la consapevolezza che “senza sangue” non avrebbero potuto far altro che intervenire e poi rilasciarlo.

Quando è successo lui era già stato allontanato più volte, era praticamente latitante ma è sbucato fuori dopo un po’, non ce l’ha fatta a stare lontano dalla sua preda. Eravamo riusciti a farlo arrestare, stava aspettando la condanna in Appello per violazione di domicilio quando un giorno, c’erano mio padre, il mio avvocato e c’era ancora Riccardo, si è presentato di nuovo“.

Nel mentre, in quegli anni, Eva Henger aveva cambiato domicilio ma ciò non ha impedito al suo stalker di trovarla ugualmente: “Io ero andata a vivere fuori Roma, a nord, e ho saputo che nel paese dove abitavo prima lui era andato in giro a chiedere quale fosse casa mia.

Ero preoccupata, avevo molta paura. Era riuscito a trovare casa mia ma quel giorno con me c’erano altre 7 persone e gli hanno dato tante di quelle botte che è sparito per sempre. Mi minacciava, diceva di volermi portare via Mercedesz che era ancora piccola, violentarla… mi ha detto di tutto. Ora non so che fine abbia fatto“.

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