viviana parisi e gioele mondello

A oltre 5 mesi dalla scomparsa di Viviana Parisi e di suo figlio Gioele, e quindi dal ritrovamento dei loro corpi, prosegue il mistero del giallo di Caronia. Mesi di indagini, per larghi tratti contestate dal marito Daniele Mondello, che non hanno portato a nessuna verità. Mentre sul caso aleggia lo spettro dell’archiviazione, la Procura ha accolto la richiesta della famiglia per nuovi esami.

Giallo di Caronia, nuovi esami su Viviana e Gioele

Il 3 agosto 2020 la dj torinese Viviana Parisi e suo figlio Gioele sono scomparsi dal tratto di autostrada vicino Caronia.

Dopo un incidente, avrebbero vagato per i boschi, dove sono stati poi ritrovati i loro corpi, in pessime condizioni. Quello del piccolo Gioele era stato fatto a pezzi e, per questo, si è puntato molto sull’ipotesi di un attacco di animali, selvatici e non. Sul caso però sono sorti moltissimi dubbi, tanto che nei mesi scorsi la famiglia ha deciso di nominare un nuovo medico legale per far luce sulla vicenda.

Ora, riportano le fonti locali, la Procura di Patti ha accolto anche la richiesta della famiglia Mondello: sul corpo di Viviana e Gioele verranno effettuati nuovi esami ed indagini.

Si tratta di una nuova istanza presentata poco prima di Natale, che segue quella già rifiutata dell’11 dicembre.

I dubbi sulla morte di Viviana Parisi

Con questo nuovo sviluppo, gli avvocati della famiglia potranno far avere accesso ai propri esperti anche al materiale fotografico in possesso degli inquirenti. L’intento della famiglia di Daniele Mondello è far luce sulle cause della morte di Gioele e della moglie. Molti, per loro, gli interrogativi che non tornano: su tutti la posizione di alcuni arbusti, posti sopra il corpo di Viviana alla base del traliccio dalla quale, secondo alcune ipotesi, si sarebbe buttata.

Ma in questo caso, come potrebbe aver avuto arbusti sopra il suo corpo?

Lo stesso marito, nel corso dei mesi, si è duramente scagliato contro ogni ipotesi che vede la moglie suicida o, ancora peggio, omicida del figlio di 4 anni. “Mia moglie Viviana è stata uccisa perché testimone scomoda della morte di nostro figlio Gioele, aggredito dai cani” aveva detto.

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La petizione per non archiviare il caso

Delle ultime settimane anche la notizia, poi smentita dagli stessi inquirenti, che la Procura non avrebbe intenzione di archiviare il caso di Viviana e Gioele e, quindi, di voltare pagina.

Un’indiscrezione che aveva spinto il marito Daniele a lanciare una petizione online.

No alla chiusura delle indagini come omicidio (figlicidio) e suicidio e l’archiviazione del caso” aveva scritto solo una settimana fa dai propri profili Daniele. “Viviana amava all’infinito il suo bambino e accusarla di omicidio sarebbe un’ucciderla due volte: non vogliamo una soluzione di comodo ma la verità sulla loro morte“, il resto del messaggio che ha poi raccolto quasi 5mila firme.

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