mano morta ragazza

È trascorso quasi un anno da quando Zdenka Krejcikova è stata uccisa dall’ex compagno, il 45enne Francesco Fadda. L’uomo l’aveva accoltellata di fronte alle figlie, con le quali era in seguito fuggito. In questi giorni, il medico legale Salvatore Lorenzoni ha ricostruito la dinamica del femminicidio davanti alla Corte d’Assise di Sassari, rivelando un dettaglio davvero agghiacciante.

L’omicidio nel sassarese

Prima di essere uccisa, Zdenka Krejcikova avrebbe già subito violenze da parte di Francesco Fadda, con il quale aveva avuto una relazione poi conclusa. Poche settimane prima che avvenisse l’aggressione fatale, la donna era riuscita a ottenere un divieto di avvicinamento per l’ex compagno.

Questa misura era stata resa necessaria dai continui maltrattamenti subiti e dal timore che anche le figlie di Zdenka, due gemelle di 11 anni, potessero diventare vittime della ferocia di Fadda.

Tale divieto non è stato, però, rispettato nella notte fra il 15 e il 16 febbraio 2020, quando l’uomo si è recato presso l’abitazione di Zdenka, che viveva con le figlie a Sorso (Sassari), iniziando a litigare con lei. Nel corso dell’accesa discussione, l’uomo avrebbe iniziato a picchiare l’ex compagna, che era in seguito uscita di casa con le bambine, per recarsi in un vicino bar, in cerca di riparo.

Giunto nel locale, Fadda avrebbe iniziato a ferire ancor più gravemente Zdenka, accoltellandola di fronte agli occhi delle povere figlie della donna. Terminata la violenza, avrebbe trascinato l’ex compagna ancora in vita in macchina, insieme alle due gemelline. Fuggendo, l’auto di Fadda si sarebbe fermata a Ossi (a 20 km da Sorso), dove l’uomo avrebbe citofonato a casa di un amico, in ricerca d’aiuto. Non essendovi nessuno in casa, l’assassino aveva sfondato la porta dell’abitazione, abbandonando Zdenka agonizzante sul pavimento e riprendendo la corsa con le bambine.

Il mattino seguente, i Carabinieri, allertati dai clienti del bar, avevano trovato Fadda e le due bambine nel parcheggio di un centro commerciale a Sassari. L’uomo era stato arrestato e le gemelle affidate a due neuropsichiatre. Zdenka era nel frattempo deceduta.

Le accuse a Francesco Fadda

Francesco Fadda è stato inizialmente accusato di omicidio volontario, ma le accuse a suo carico sono state cambiate più volte nel corso del tempo, aumentando.

I pm avevano, infatti, modificato l’accusa in omicidio premeditato, considerando le precedenti aggressioni ai danni della donna e alcune affermazioni misogine che Fadda aveva condiviso in passato con gli amici.

Attualmente l’omicida è, inoltre, accusato di porto di coltello – portare un arma da taglio al di fuori della propria abitazione senza un valido e comprovanto motivo è infatti un reato- e per aver opposto resistenza ai pubblici ufficiali. Avendo portato con sé le figlie di Zdenka lungo tutta la sua folle fuga, Fadda è ancora imputato per sequestro di persona e per tortura. Le gemelle hanno, infatti, assistito a ogni momento del suo feroce crimine, dal momento dell’accoltellamento all’agonia della povera madre, durante il percorso in macchina.

La ricostruzione degli eventi: una violenza feroce

Lo scorso 11 gennaio, a quasi un anno dall’atroce crimine, il medico legale Salvatore Lorenzoni si è fatto carico di ricostruire il corso degli eventi di quella terribile notte di febbraio. Oltre a lui hanno preso parola anche alcuni testimoni, fra i quali il proprietario dell’hotel in cui l’assassino aveva soggiornato prima di uccidere Zdenka.

Proprio di fronte a Fadda, Lorenzoni ha parlato di quanto ha potuto riscontrare durante le indagini sul corpo della donna. La pelle di Zdenka riportava numerosi ematomi, dovuti a precedenti aggressioni.

Come è stato rilevato, in seguito a queste violenze, la giovane madre aveva inizialmente deciso di denunciare l’ex compagno. A due giorni da quel terribile 15 febbraio, però, aveva preferito ritirare le accuse, probabilmente per timore di una vendetta da parte di Fadda.

Un ultimo disperato tentativo di preservare se stessa e le sue amate figlie, quello di Zdenka, che non è riuscita a salvarsi dalla violenza di un uomo che andava in giro dicendo: “Tratto le donne come mi pare”.

Osservando le ferite mortali sul corpo della donna, il medico legale è arrivato a decretare che Fadda avrebbe impugnato il coltello con così tanta violenza da piegarne la lama.

Le lesioni hanno interessato il torace di Zdenka, alla quale non è stato riservato alcun tipo di soccorso. La donna è morta in seguito a un collasso polmonare, soffocata dal suo stesso sangue.

Nelle prossime udienze, le due neuropsichiatre, che in questi mesi si sono occupate delle figlie di Zdenka, saranno chiamate a testimoniare. Le gemelle e la famiglia di Zdenka si sono costituite parti civili contro Francesco Fadda.

Un silenzioso sit-in di fronte al tribunale

Nelle stesse ore in cui il medico legale portava alla luce i dettagli più atroci dell’omicidio, un gruppo di donne, rappresentanti delle principali associazioni femminili del Nord Sardegna, ha manifestato silenziosamente di fronte al tribunale.

A distanza di sicurezza, con il volto coperto dalla mascherina a mostrare solamente gli occhi colmi di orrore per quanto accaduto, le donne si sono disposte lungo la scalinata dell’edificio, tenendo in mano un cartello. Giustizia per Zdenka” le uniche parole scritte nero su bianco e mostrate con dolore.

È questa la volontà delle attiviste, che pensano all’ennesima vittima di violenza da parte di un uomo incapace di amare. “Forse questa donna si sarebbe potuta salvare”, è il rammarico che le spinge a chiedere giustizia. Inevitabile infine, il pensiero alla famiglia di Zdenka e alle sue bambine, che necessiteranno di un grosso aiuto, per superare quanto tristemente vissuto.