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Domenica In, il doloroso ricordo di Lapo Elkann: “Era il mio amico del cuore”

Mara Venier riceve nello studio di Domenica In Lapo Elkann. L'imprenditore racconta il suo percorso di vita, spesso segnato da eventi dolorosi, come la morte del migliore amico durante gli anni del collegio
Lapo Elkann a Domenica In

Mara Venier mette a segno un colpo importantissimo e riceve nel suo studio Lapo Elkann. Il rampollo di casa Agnelli, nel nuovo appuntamento con Domenica In, racconta il suo percorso di vita, spesso costellato di eventi dolorosi. A cominciare da una perdita importantissima che l’ha colpito da piccolo: “Era il mio amico del cuore in collegio“.

Mara Venier riceve Lapo Elkann

Nuova puntata di Domenica In ricca di ospiti. Mara Venier ha voluto con sé, anche quest’oggi, numerose personalità della musica, della televisione e dello spettacolo.

Questa volta, però, ad aprire l’appuntamento è una lunga intervista nientemeno che a Lapo Elkann. La conduttrice ha voluto con sé il nipote dell’avvocato Agnelli per sottoporlo ad una lunga intervista, in cui ha modo di raccontarsi senza filtro alcuno.

Il giovane imprenditore è strettamente legato alla famiglia, nel bene e nel male. Se con zio Edoardo ha avuto un rapporto solidissimo, così come con nonno Gianni, i rapporti con mamma Margherita si sono deteriorati nel tempo. Il rampollo degli Agnelli ha sempre parlato della sua vita in maniera molto limpida, come quando ha raccontato di essere stato vittima di abusi in collegio quando aveva solo 13 anni.

Oltre alle innumerevoli cadute sul fronte della droga, che l’ha portato a perdersi per poi ritrovarsi più volte.

Una personalità ricca, a tratti frammentata, indubbiamente discussa. E a Domenica In il diretto interessato cercherà di parlarne con la genuinità e la sincerità che lo contraddistinguono.

La rinascita di Lapo grazie alla Fondazione

In studio da Mara Venier, Lapo Elkann racconta i profondi cambiamenti che ha voluto mettere in atto per migliorare se stesso e il proprio percorso di vita.

 “Il Lapo di prima era molto più insicuro – rivela – meno convinto di se stesso, che stava meno bene con se stesso. Dunque aveva bisogno di riconoscimenti esterni. Oggi non mi interessa costruire per l’esterno, ma in primis stando bene con me e con le persone che mi circondano, emanando tutto il meglio che ho dentro di me per poterlo scaricare in maniera solidale con tutto quello che sviluppo ogni giorno con la mia fondazione“.

Il rampollo di casa Agnelli, infatti, è a capo della “Laps Onlus”, una fondazione che soprattutto nel corso dell’emergenza sanitaria è stata vicina alle famiglie più fragili e maggiormente in difficoltàin termini economici.

Avevo la sindrome di iperattività

L’imprenditore rivela di aver sempre ricevuto amore dalla famiglia, a cominciare da nonno Gianni e nonna Marella: “Entrambi i nonni sono stati importanti.

Nonno Gianni lo vedevo come un supereroe. Nonna era probabilmente la donna più bella, più forte e con un cuore più grande che ho mai visto in vita mia“.

L’amore ricevuto dalla famiglia ha cercato di colmare alcune insicurezze che hanno costellato l’adolescenza di Lapo Elkann, dovute principalmente a una sindrome: “Io ricevevo amore, ma ho sempre avuto la difficoltà a recepirlo.

Io appaio come molto sicuro di me stesso, ma sono molto insicuro. L’insicurezza deriva che da bambino avevo la sindrome di iperattività mentale e fisica: questo, in un bambino, lo rende molto irrequieto“.

Gli anni del collegio

L’ospite di Mara Venier ricorda poi gli anni del collegio: “Sono stato 10 anni in collegio, che però mi hanno indebolito. Avevo carenze derivanti dalle mie insicurezze e le persone intorno a me mi hanno immensamente supportato. L’amore più grande mi è stato dato da mio fratello e mia sorella, perché ci siamo aiutati moltissimo“.

In collegio ha stretto una profonda amicizia con un ragazzo che, purtroppo, non è riuscito a sconfiggere le insicurezze: “Avevo la fortuna di avere amici importanti, di cui uno è morto: era il mio amico del cuore in collegio. Lui non ha superato le stesse cose di cui soffrivo io. Io non avevo capito, era una persona che sprizzava felicità costantemente. La realtà dei fatti è che la depressione nelle persone a volte non si vede e il dolore le persone lo mascherano. Questa è una cosa su cui la fondazione vuole operare, che sia nei bimbi o nelle donne abusate“. La sua fondazione si prende cura proprio dei deboli, di coloro che soffrono anche se in silenzio.

Il ricordo di Maradona

Inevitabile, successivamente, un frammento di intervista dedicata alla più grande passione di Lapo Elkann: il calcio. E l’imprenditore vuole ricordare proprio colui che ha reso famoso il calcio in tutto il mondo con le sue strabilianti attività: Diego Maradona. “Un grande dolore per me, per tutti noi – spiega – Lui era una bellissima persona. Mettendo da parte un calcio, in cui era un supereroe, ma era un uomo con un grande cuore, passione, energia e bontà ed è stato bistrattato per difficoltà personali che ha avuto. Nella realtà dei fatti era un supereroe nel campo ma con delle fragilità nella vita“.

L’imprenditore ancora non si capacita dell’idea che Maradona non sia più con noi: “È un’ingiustizia della vita, perché è una persona che ha fatto sognare tutti noi. Una persona così non si meritava di finire così: è una fine ingiusta, che è un controsenso perché Diego era un angelo del bene, non del male, e ha pagato sempre il prezzo più alto“.

L’avvicinamento alla fede dopo l’incidente

Lapo Elkann, come ricorda Mara Venier, ha avuto un brutto incidente in automobile un anno fa, mentre era a Tel Aviv, in Israele. A seguire è stato in coma, dal quale si è risvegliato con una consapevolezza diversa della vita. Proprio da quell’incidente, infatti, l’imprenditore si è avvicinato ancor di più alla fede: “È da lì che credo in Dio, penso che da lì mi abbia dato una prospettiva di vita diversa da quella che avevo prima“.

Entrando nel dettaglio, spiega: “Io sono credente e credo che la luce a volte viene da lassù. Amo ricordare i morti, ma non nel senso negativo: io li vedo come degli angeli custodi, dei cavalieri della luce, che ti proteggono e ti guidano. Io credo molto nel rapporto con Dio: io prego e penso che la spiritualità sia la chiave di volta per stare bene con se stessi. Per questo non uso la parola ‘religione’, ma ‘spiritualità’. Io mi sento ebreo ma sono attratto anche dal buddhismo“.

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