giuseppe conte

Arrivano in questi momenti le parole, attesissime, del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che quest’oggi era atteso alla Camera per quello che è stato definito essere, in questo particolare momento storico per l’Italia entrata in una doppia crisi – sanitaria e politica – il “momento della verità”.

Di questi istante le parole di Giuseppe Conte alla Camera, un intervento di dovere alla luce della crisi aperta la settimana scorsa da Matteo Renzi con l’ufficiale ritirata delle sue ministre di Italia Viva dall’esecutivo. Atteso invece per domani il discorso di Matteo Renzi.

Giuseppe Conte: il giorno della verità alla Camera

Si gioca tutto a Montecitorio, oggi alla Camera domani in Senato.

Abbiamo fiducia nei parlamentari“, le poche parole di Giuseppe Conte rilasciate oggi prima di entrare alla Camera per tenere il discorso volto a conquistare, in extremis, la fiducia. Fiducia che però, è risaputo, si giocherà nei numeri nella giornata di domani, in Senato, dove interverrà anche Matteo Renzi. Intercettato in mattina, sempre Conte, aveva sottolineato la situazione governativa assolutamente “in crisi“, e su queste note ha avuto inizio il suo discorso: “All’inizio di questa esperienza di Governo, era il 9 settembre, prefigurai in quest’aula un chiaro progetto politico per il Paese“.

Giuseppe Conte: il progetto riformatore

Già allora ero consapevole che un’alleanza tra formazioni politiche provenienti da diverse estrazioni che per giunta in passato si erano anche contrapposte in maniera aspra poteva nascere solo sulla base di alcune discriminanti – spiega Conte – come la solida vocazione europeista del nostro Paese per consentire all’Italia di tornare protagonista“. Prosegue Conte: “Mi sono adoperato io stesso insieme alle delegazioni perché si delineasse la prospettiva di un sistema riformatore ampio e coraggioso, quel progetto politico avrebbe segnato l’inizio di una nuova risolutiva stagione riformatrice per una società più equa e conclusiva“.

Politica costretta a misurarsi quotidianamente come mai in passato

Alcune nostre pur radicate certezza sono state poste in discussione, la politica è stata costretta a misurarsi quotidianamente come mai ha fatto in passato con la scienza, la tecnica, nella difficoltà per offrire risposte rapide ed efficaci. In virtù dello stato d’emergenza, siamo stati obbligati a emanare misure restrittive, primi in Europa. In questi mesi così drammatici, questa maggioranza ha mostrato grande responsabilità riuscire a raggiungere convergenza di vedute, abbiamo coltivato un costante serrato dialogo con tutti i livelli istituzionali a partire dalle autorità regionali nella consapevolezza che solo la leale collaborazione sarebbe stato possibile perseguire strategie di intervento efficaci“.

Il valore del dialogo

Sempre Conte: “L’esperienza della pandemia ha rafforzato la consapevolezza del valore del dialogo, del confronto dialettico, per assumere decisioni fondamentali alle quali per la gravità della situazione non potevamo certo sottrarci.

Abbiamo operato sempre le scelte migliori? Abbiamo assunto sempre le decisioni più giuste? Ciascuno esprimerà le proprie opinioni“.

Procede tra applausi ma anche tanta disapprovazione il discorso di Conte che, sul finale, trova parole più incisive per descrivere l’odierna crisi politica che sta attraversando l’Italia: “Pur nella sua tragicità, l’esperienza della pandemia ci ha restituito un forte senso di unità, ha rafforzato le ragioni del nostro stare insieme. In questa prospettiva è stato fondamentale il senso di responsabilità manifestato anche dalle forze di opposizione – entra nel vivo Conte – che hanno contribuito ad affrontare alcuni passaggi critici, bisogna darvene pubblicamente atto.

Avete avanzato anche proposte concrete, qualificanti, convintamente accolte dalla maggioranza anche grazie a questo dialogo che con le opposizioni abbiamo potenziato in occasione dell’ultima Legge di Bilancio e per le misure di sostegno“.

Crisi di Governo, Conte entra nel vivo: “Non avviso nessun plausibile fondamento

Proprio nei momenti più critici della storia del Paese – prosegue il presidente del Consiglio – bisogna trovare le ragioni più nobili e alte della politica, quelle che muovo l’impegno di crede che la politica sia un servizio per la comunità nazionale, non un esercizio del potere. Di chi crede che la politica sia pensiero e azioni orientati all’uomo e ai suoi sogni“. Parlando di questa odierna crisi politica, che si aggiunge a quella sanitaria: “Alla società non possiamo offrire risposte mediocri come se nulla fosse accaduto dopo aver attraversato questo tornante della storia umana, dopo il quale nulla sarà come prima. Il Governo deve esserne all’altezza. Purtroppo al culmine di attacchi mediatici, anche molto apri e scomposti, alcuni esponenti di Italia Viva hanno anticipato di volersi smarcare da questo percorso comune“.

Nonostante ci sia stato un chiaro contributo alla bozza, vi è stata questa tensione motivata principalmente per il fatto che questa nuova bozza non contempla le risorse del Mes, che nulla a che vedere con il Recovery Fund. Confermate le dimissioni delle ministre, si è aperta così una crisi che oggi deve trovare qui in questa sede il proprio chiarimento secondo i principi di trasparenza, del confronto e di linearità d’azione che hanno caratterizzato il mio mandato, canoni essenziali di una democrazia parlamentare – entra nel merito di quanto sta accadendo in Italia – È una crisi che avviene in una fase cruciale del nostro Paese quando ancora la pandemia è in pieno corso, tante famiglie che ci stanno guardando stanno soffrendo per la perdita dei propri cari e confesso di avvertire disagio. Sono qui oggi non per promuovere nuove misure di sostegno, non per illustrare la bozza migliorata, ma per provare a spiegare una crisi di cui immagino i cittadini, a ma anche io stesso, non avviso nessun plausibile fondamento“.

Conte: “C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No

Le nostre energie – aggiunge Conte – Dovrebbero essere tutte sempre concentrare sulle risposte urgenti che così, ad oggi, agli occhi dei cittadini appaiono dissipate in contrappunti polemici, sterili del tutto incomprensibili rispetto a chi ogni giorno si rapporta con la malattia, con l’angoscia per il futuro. Rischiamo di perdere contatto con la realtà: c’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No. E infatti i ministri e gli alleati di Governo che hanno seguito da vicino le vicende sono testimoni che abbiamo compiuto ogni sforzo per evitare che questa crisi esplodesse nonostante critiche, le pretese e i continui rilanci concentrati non casualmente su temi divisivi. Questa crisi ha aperto una ferita profonda all’interno della compagine di Governo ma ha comportato anche, cosa molto grave, profondo sgomento le Paese, che rischia di produrre danni notevoli: ha già fatto salire lo spread, e ancor più ha attirato l’attenzione dei media internazionali, delle cancellerie straniere. Arrivati a questo punto – esplode Conte – diciamolo con franchezza, non si può cancellare quel che è accaduto, non si può pensare di recuperare quel clima di fiducia, condizione imprescindibile per lavorare. Adesso si volta pagina, questo Paese merita un Governo coeso, dedito a tempo pieno a lavorare per il benessere dei cittadini, per favorire una pronta ripartenza, un’incisiva ripresa della nostra economia. Anzitutto dobbiamo lavorare tutti insieme, e continuare a lavorare, per mettere in sicurezza il Paese e portarlo fuori da questa pandemia“.

Conte ai cittadini: “Porci alle spalle questo grave gesto di irresponsabilità

E ancora, un atto di fede al popolo a cui oggi è venuta meno, di fronte a questa crisi: “Cari cittadini avete pienamente ragione, la fiducia deve essere reciproca, un modo perpetuo , vi stiamo chiedendo tanti sacrifici perché sono necessari a superare la pandemia. Avete offerto una risposta di grande responsabilità che ha dimostrato la vostra grandezza, accettando e rispettando le regole. Ecco, con il voto di oggi confido che anche le istituzioni sappiano ripagare la vostra fiducia così da porci alle spalle il grave gesto di irresponsabilità che ha precipitato in questa condizione di incertezza“.

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