Violenza sulle donne

L’8 ottobre 2019, Giulia Lazzari veniva strangolata dal marito per aver deciso di lasciarlo. Morì dopo 9 giorni di agonia, lasciando una figlia di 4 anni avuta con l’uomo. La Corte d’Assise del tribunale di Rovigo ha oggi espresso la condanna per l’assassino che si trova già nel carcere di Verona.

Giulia voleva la separazione, Lo Coco no

Giulia Lazzari aveva 23 anni e stava da tempo con Roberto Lo Coco, di 28. La coppia era sposata e dalla loro relazione era nata una bambina che all’epoca dei fatti aveva 4 anni. Giulia lavorava come cameriera mentre suo marito era disoccupato e aveva problemi con la droga.

Proprio a causa dello stile di vita di Lo Coco, la giovane madre aveva deciso di separarsi da lui e di porre fine a una situazione che stava divenendo sempre più difficile per lei e per la piccola bambina. L’uomo, tuttavia, non sembrava essere d’accordo con la sua scelta. I suoi post su Facebook, pubblicati poco tempo prima di uccidere Giulia mostravano un uomo turbato ed estremamente possessivo nei confronti della donna che diceva di amare.

Il post presagio del tragico evento

“Non troverai mai uno che ti darà tutto l’amore che ti ho dato io” scriveva sui social, 2 giorni prima di compiere un gesto di estrema violenza.

Un lungo post in cui raccontava di non comprendere la decisione della ragazza, che dopo 7 anni di relazione voleva porre fine al loro rapporto. L’ 8 ottobre 2019 Lo Coco aveva aggredito la moglie, provocandole un edema cerebrale da anossia e un arresto cardiaco. La bimba di 4 anni, presente in casa, aveva assistito alla terribile scena. In seguito, Lo Coco aveva tentato di impiccarsi, ma non vi era riuscito. L’allarme era stato dato dal fratello dell’assassino che viveva con la coppia. Roberto Lo Coco era stato arrestato e la povera Giulia era deceduta, a 9 giorni dall’aggressione, dopo una lunga agonia presso il reparto di Terapia Intensiva di Adria.

Le minacce dei parenti di Lo Coco

In seguito all’uccisione di Giulia, la figlia di 4 anni era stata affidata ai servizi sociali e data in custodia ad una struttura protetta. Appresa la notizia, alcuni familiari dell’assassino avevano deciso di protestare chiedendo di affidare la bambina ai nonni, motivo per cui i parenti di Lo Coco avevano minacciato di occupare il Municipio di Adria. Il tempestivo intervento delle forze dell’ordine però aveva impedito che la situazione degenerasse.

La condanna all’ergastolo per Lo Coco

Dopo aver ucciso Giulia Lazzari, Roberto Lo Coco era stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

Lo scorso 15 gennaio, presso il Tribunale di Rovigo è stata letta una nuova sentenza di condanna. Roberto Lo Coco è stato condannato all’ergastolo. Esclusa dunque l’aggravante della premeditazione ma non quella legata alla presenza della figlia, di soli 4 anni, al momento dell’assassinio. Inoltre Lo Coco è tenuto a provvedere al risarcimento di una somma pari al 450.000 euro alla figlia. La piccola è stata costituita parte civile insieme ai genitori, alla sorella, agli zii di Giulia e al Comune di Adria.

Roberto Lo Coco non ha mai negato di aver commesso il femminicidio ma la difesa potrà comunque ricorrere in Appello.

L’iniziativa del Comune di Adria

Il sindaco di Adria, Omar Barbierato ha commentato a RovigoOggi.it la sentenza senza nascondere il forte rammarico per la perdita di una giovane concittadina: Una sentenza giusta, ma resta il dolore. La giustizia ha fatto il suo corso ma purtroppo questo non ci restituirà Giulia”. La giunta comunale e l’intera città sono state fortemente scosse da quanto accaduto alla giovane madre. In questi mesi le istituzioni si stanno occupando di organizzare una campagna di sensibilizzazione per parlare a tutti i cittadini del grave problema rappresentato dalla violenza di genere, “diffondendo una cultura, soprattutto tra i giovani, per far comprendere quali siano le prime avvisaglie agli atti aggressivi”.

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