Il vice-ministro Sileri e una persona vaccinata

Se il 27 dicembre, giorno in cui ha ufficialmente preso il via il piano vaccini in Italia, era visto come il primo raggio di luce in un mare di oscurità, a distanza di un mese le cose sono drammaticamente cambiate. Gli annunci delle aziende Pfizer-Biontech e AstraZeneca hanno smorzato ogni entusiasmo su una veloce ripresa e liberazione dalla morsa stritolante del Covid-19.

Nella giornata di sabato il Presidente del Consiglio Conte ha condiviso sul suo profilo Facebook un lungo aggiornamento in merito alla questione, annunciando anche che l’Italia farà ricorso tramite l’Avvocatura dello Stato. Ritardi a parte, ora in molti si chiedono come si evolverà il piano vaccini in Italia dato che, visiti i ritardi, è palese che non sarà possibile rispettarlo.

Sileri annuncia uno slittamento

Ad avere il difficile compito di rispondere a questa domanda è stato il vice-ministro alla Salute Sileri. Ospite a Domenica In Sileri è stato chiaro spiegando che questi ritardi causeranno irrimediabilmente uno slittamento di 4 settimane per l’inizio delle vaccinazioni agli over 80 e di 6/8 settimane per il resto della popolazione.

Ora le dosi a disposizioni dovranno essere utilizzate soprattutto per effettuare i richiami a chi è già stato vaccinato, nei tempi previsti dalla somministrazione.

C’è ottimismo sui vaccini

Sileri però ha voluto concludere il suo intervento con una notizia positiva, ribadendo che indipendentemente dai ritardi “Tra due settimane, se tutto va bene, avremo un mercato con tre vaccini: il che significa riprendere con maggior forza, completare la vaccinazione per i medici e gli infermieri e cominciare con gli over 80”.

Il rallentamento annunciato dalle aziende che producono i vaccini riguarda l’Europa intera e buona parte del mondo: “Confido che il ritardo possa essere colmato più avanti”.

Il Presidente del Consiglio Europeo chiede trasparenza

Sulla questione vaccini, l’Europa si sta muovendo in prima persona, il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ha risposto alle rimostranze dei Paesi membri: “Abbiamo intenzione di far rispettare alle società farmaceutiche i contratti che hanno firmato usando i mezzi legali a nostra disposizione”.

Lo ha detto in un’intervista a Europe 1, ribadendo che già importanti, seppur piccole, risoluzioni sono state ottenute: “Abbiamo battuto i pugni sul tavolo e alla fine l’annunciato ritardo di diverse settimane si è trasformato in un rallentamento delle consegne”.

Resta comunque palese la difficoltà di riuscire a rispettare il piano di vaccinazione che prevedeva il 70% di vaccinati entro l’autunno.

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