roberto fico alle consultazioni

Dopo la decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di affidare al presidente della Camera Roberto Fico il mandato esplorativo, sono iniziate le consultazioni per ricomporre la maggioranza. Fico incontrerà oggi le forze politiche della coalizione di governo, Movimento 5 Stelle, PD, Italia Viva e LeU. Il compito del presidente della Camera sarà di tastare la maggioranza per riformare un governo, che a questo punto potrebbe avere di nuovo Giuseppe Conte come presidente del Consiglio.

Il rimpastone potrebbe vedere il rientro nelle fila governative di Matteo Renzi, di ritorno da un controverso viaggio in Arabia Saudita.

La questione sta spaccando il Movimento 5 Stelle, che vorrebbe troncare con il senatore di Rignano. I principali partiti della maggioranza, comunque, fanno quadrato intorno al nome di Conte, ma non sono escluse altre prospettive, come un governo istituzionale per gestire gli impegni inderogabili del Paese, dal Recovery Fund al piano vaccinale.

Movimento 5 Stelle: apertura a Renzi ma con Conte

Nella Sala della Regina della Camera dei Deputati si è tenuta la conferenza stampa della delegazione dei 5 Stelle dopo l’incontro con Roberto Fico. Vito Crimi, leader politico del M5S, e i capigruppo di Camera e Senato, Davide Crippa ed Ettore Licheri, hanno delineato molto chiaramente le loro condizioni per tornare al governo.

Tweet del Movimento 5 Stelle
Tweet del Movimento 5 Stelle

Con il presidente Fico abbiamo avuto un colloquio abbastanza approfondito. Abbiamo toccato tutte le questioni che riguardano la formazione del governo, abbiamo posto l’esigenza che si lavori a un cronoprogramma dettagliato che dia un’indicazione certa del lavoro che questo governo dovrà svolgere“, dichiara Vito Crimi. La fedeltà di Renzi sarebbe dunque condizionata dalla stesura anticipata di “un percorso che dovrà essere solennemente e pubblicamente sottoscritto da tutte le forze politiche che intendono partecipare“.

I paletti dei 5 Stelle

Crimi ha citato in particolare il tema dei ristori, del sostegno alle imprese: “Deve esserci un netto lavoro di prosecuzione e di miglioramento e sul quale siamo disposti a lavorare“. Inoltre, al timone continuerebbe ad esserci Giuseppe Conte: “Abbiamo ribadito che la scelta del presidente Conte come guida del governo è per noi una scelta indiscutibile, che è il frutto della sintesi e dell’equilibrio raggiunto nella sua figura dalle forze politiche della maggioranza“, commenta Crimi, “Su quella figura riteniamo che si può costruire un grande lavoro“.

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L’avvertimento a Renzi

I pentastellati sollecitano inoltre la ripresa delle “riforme istituzionali“, come “quella cornice di leggi intorno al taglio dei parlamentari che dovevano essere realizzate e che hanno avuto uno stop“. Per quanto riguarda i punti di rottura sollevati da Matteo Renzi per giustificare la spaccatura con il governo, la posizione è netta. “Abbiamo chiesto che siano accantonati definitivamente alcuni temi provocatori utilizzati in maniera strumentale per essere divisivi, penso al Mes“, spiega Crimi, che invita a “prendere atto della indiscutibilità di quel tema che non ha una maggioranza, quindi che vengano tolti questi temi dall’agenda e ci si confronti su temi che hanno un sentire comune e oggi più utili per i cittadini“.

Il portavoce del M5S invita a “ripartire dall’agenda 2021-2023, cioè quella bozza di lavoro in stato avanzato frutto di quel tavolo nato il 5 novembre“. Di quel tavolo delle proposte, in particolare, mette in luce le “misure economiche, sociali per il periodo post-pandemico“.

Crimi conclude: “Questo governo ha 24 mesi di prospettiva, cioè la fine della legislatura“.

PD, Zingaretti: “Programma chiaro di legislatura”

La delegazione del PD è stata la seconda a incontrare il presidente Fico, con Nicola Zingaretti, il segretario del partito, che riverbera quanto detto dai colleghi 5 Stelle. Zingaretti ribadisce “assoluta sintonia con la voglia degli italiani di rimettersi in piedi con speranza e con fiducia. Quello che vogliamo continuare a far prevalere è il bene comune del Paese e in questo momento coincide con la necessità di dare vita a un governo e a un programma chiaro di fine legislatura“.

Il tweet di Andrea Marcucci, capogruppo del PD in Senato
Il tweet di Andrea Marcucci, capogruppo del PD in Senato

Il segretario ha evidenziato la “necessità di fare in fretta e di dare certezza al nostro Paese. Il nostro giudizio è che ci siano le condizioni per farlo“. A Roberto Fico, il PD ha illustrato “un’agenda di argomenti che sarà importante“, accennando come Vito Crimi ai “tavoli di lavoro sul programma che partirono il 5 novembre del 2019 e che hanno rappresentato una buona base di incontro“.

I punti del Partito Democratico per il governo

I temi indicati da Zingaretti partono dalla “chiusura del percorso decisionale intorno al Next Generation Eu” e le riforme ad esso collegate. C’è poi il tema della riforma fiscale “all’insegna di una giusta progressività del fisco e anche di semplificazione“. Il terzo punto riguarda la vituperata riforma della Giustizia e che si “coniughi in maniera chiara e netta un pacchetto di riforme istituzionali“, prime tra tutte la riforma elettorale di stampo proporzionale.

Ci sono poi le “necessarie riforme legate alle politiche attive sul lavoro, alla vigilia di una crisi sociale che rischia di essere drammatica“, dichiara Zingaretti. Penultimo punto “le infrastrutture sociali del Paese“, a cominciare dalla “ricostruzione di un modello sanitario” e “gli investimenti contenuti nel campo della scuola, della ricerca, dell’università“. Infine, il tema del “commercio, del turismo e del terziario, che in questi mesi di pandemia è stato duramente colpito e che andrà ripensato“.

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