marta cartabia

Marta Cartabia, una delle donne più “googlate” di queste ultime ore. Il suo nome aveva già iniziato a farsi largo nel 2019 quando iniziò a circolare prima ancora dell’era del Giuseppe Conte bis, ed erano ancora al vaglio le ipotesi per una possibile maggioranza raggiunta tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. La giurista, a poche ore dall’incarico da presidente del Consiglio accettato da Mario Draghi, era tornata a fare capolino sui tavoli politici come una delle possibili donne del nuovo governo tecnico. Oggi, con la presentazione della lista dei ministri, Marta Cartabia è diventata ufficialmente ministra della Giustizia.

Marta Cartabia, un “se” che navigava in un mare di ipotesi

Un nome che non risuona più “nuovo” alle orecchie dei cittadini, ma che così tanto sorprendente non è. Proprio così, era stata Marta Cartabia a stuzzicare l’idea che l’Italia potesse avere per la prima volta un presidente del Consiglio donna.

Nel 2019 infatti, rispetto ai giorni correnti, il nome della Cartabia era emerso in qualità di possibile candidata alla presidenza. Di quella esperienza rimangono i risultati: il nome della giurista è riemerso in qualità di possibile ministra del governo tecnico, fino alla certezza di queste ore.

Chi è Marta Cartabia

Classe 1963, originaria di Legnano, è laureata con lode in Giurisprudenza e ora professoressa ordinaria di Diritto costituzionale alla Bicocca di Milano. La sua carriera accademica si è svolta tra l’Italia e l’estero: laurea all’Università degli Studi di Milano, un dottorato all’Istituto universitario europeo di Fiesole, poi specializzazione in Francia e ricerca negli Stati Uniti.

Esperta in diritto costituzionale, ma anche dell’integrazione dei sistemi costituzionali europei e nazionali, collabora con diverse riviste specializzate nel settore.

È stata nominata dama di Gran Croce ordine al merito della Repubblica italiana nel 2011.

La prima donna presidente della Consulta

Prima donna a diventare presidente della Corte Costituzionale, dove era stata nominata giudice da Giorgio Napolitano, ne è stata anche vicepresidente.

Marta Cartabia, per la sua esperienza, incarna dunque una figura tecnica perfetta per quel ruolo che è stato di Alfonso Bonafede, come nuova ministra della Giustizia.

Le critiche

La giurista è cattolica, vicina agli ambienti di Comunione e Liberazione, ma strenua sostenitrice della laicità dello Stato. La sua impronta cattolica l’ha portata ad esprimere alcune posizioni in merito alle famiglie arcobaleno che hanno portato la sua nomina ad essere criticata dalle associazioni LGBT.

Non solo, Marta Cartabia è stata oggetto di aspre critiche anche per le posizioni su aborto ed eutanasia, a cui si sarebbe opposta in più di un’occasione.

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