Vigili del fuoco tra le macerie della cascina di Alessandria

Alessandria, condannati a 30 anni i padroni del cascinale di Quargnento, esploso nella notte fra il 4 e il 5 novembre 2019. Nello scoppio morirono 3 Vigili del Fuoco, giunti sul posto per domare l’incendio. I parenti delle vittime attendevano da tempo questa decisione.

La notte della tragica esplosione

Nella notte del 4 novembre 2019, una squadra di Vigili del Fuoco si era recata presso un cascinale a Quargnento, vicino ad Alessandria, per calmare un incendio. All’interno dell’edificio non vi erano persone da salvare, ma un elemento risultato fatale per parte dei pompieri. Qui, infatti, il proprietario Giovanni Vincenti aveva sistemato 5 bombole di gas, collocate “in modo da fare esplodere la palazzina” .

Queste erano infatti legate e collegate a un timer, utilizzato per settare ben due esplosioni in quella notte.

La prima esplosione, prevista per la mezzanotte, aveva allertato i pompieri facendoli arrivare sul posto, mentre la seconda era stata letale per tre di loro: : Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo.

Vincenti aveva confessato la propria colpevolezza e con la moglie era stato condannato a 4 anni di carcere per crollo doloso, lesioni e truffa. Una pena decisamente inferiore rispetto alle richieste dell’accusa, alla quale si aggiunse l’attribuzione di parte della responsabilità agli stessi Vigili del Fuoco deceduti.

Una nuova condanna per i proprietari del cascinale

Solo pochi mesi fa, le famiglie dei pompieri rimasti vittime nell’esplosione hanno dovuto fare i conti con l’amara attribuzione di colpa ai propri cari, per essersi addentrati all’interno dell’edificio in fiamme, nonostante fossero stati avvertiti della totale assenza di persone. Oggi per loro è arrivata un’importante novità dal tribunale di Alessandria.

Come riporta l’Ansa, Giovanni Vincenti e la moglie Antonella Patrucco sono stati accusati di omicidio plurimo aggravato per lo scoppio del cascinale di Quargnento, che causò la morte dei tre vigili del fuoco.

Tale decisione arriva sotto richiesta del pm Enrico Cieri.

Gli avvocati difensori dei due coniugi, Lorenzo Repetti e Vittorio Spallasso hanno manifestato forti dubbi rispetto a questa decisione. Non convinti dell’effettiva intenzionalità del delitto, i legali hanno affermato “Sosterremo in appello la colpa gravissima, non il dolo”.

Le reazioni dei familiari delle vittime

Si dicono invece soddisfatti i parenti dei tre Vigili del Fuoco deceduti.

“Speriamo che li facciano tutti- è il primo commento della madre di Marco Triches, che ha poi ricordato il figlio con profondo affetto – Viveva per i valori della vita che io gli ho insegnato”.

Alla sua voce si aggiunge quella della madre di Antonino Candido, che non ha mai smesso di sperare in questa conclusione. “Ce l’abbiamo fatta, gliel’avevamo promesso ai nostri figli“.

Approfondisci

Esplosione ad Alessandria, morti 3 Vigili del Fuoco: il cordoglio di Mattarella

Alessandria, il carabiniere ferito nell’esplosione: “Si poteva evitare”