Willie Peyote

Manca poco meno di un mese al Festival di Sanremo 2021, annunciato tra i tanti dubbi sulle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. La Rai ha preso la sua decisione sulla presenza del pubblico in sala, dopo le numerose polemiche sorte in seguito alle dichiarazioni del direttore artistico, Amadeus.  

I 26 big in gara sono già stati annunciati, assieme agli 8 giovani che competeranno tra le nuove proposte. Tra i big Amadeus ha scelto anche un rapper torinese, Willie Peyote, ecco qualcosa in più sull’autore di Educazione Sabauda.

Chi è Willie Peyote?

Guglielmo Bruno, in arte Willie Peyote, è nato a Torino nel 1985 da padre torinese e madre biellese.

Cresce a Leinì, passando molto tempo a Torino assieme ai nonni e instaurando un rapporto molto profondo con la città, di cui si trova traccia in molte sue canzoni.

La musica è uno dei motori principali della sua infanzia. In famiglia tutti suonano uno strumento, il padre è addirittura musicista e Guglielmo lo segue nei tour, come ha dichiarato in un’intervista a Rockit. Decide di iniziare a suonare il basso, “quasi per non sentirmi escluso”, ma la svolta avviene verso i 19 anni.

Cosa significa il nome Willie Peyote?

Uno dei più grandi interrogativi sul rapper torinese riguarda il suo nome d’arte: Willie Peyote.

Come dichiarato da lui stesso, Willie è la versione inglese di Guglielmo, ma anche un riferimento a Willy il Coyote. “Ho semplicemente preso il famoso personaggio della Warner, e gli ho aggiunto della droga”, spiega in una intervista a Rockit. Il peyote, infatti, è un cactus con effetti allucinogeni molto diffuso in Messico.  

Willie, il rap e i primi successi

Verso la fine delle superiori ho incontrato il mio primo beat maker”, ricordava Guglielmo nel 2017, “e ho cominciato a rappare”. Prima si era dedicato ad un gruppo punk, per poi militare in uno post-rock “accostabile ai Verdena”.

Nel 2011 debutta con il suo primo album, Il manuale del giovane nichilista, riscuotendo un discreto successo negli ambienti indie italiani. Nel 2014 pubblica Non è il mio genere, il genere umano in cui sperimenta delle sonorità e dei testi più duri, molto più simili alla trap che sarebbe spopolata di lì a poco.

Ma il reale successo arriva l’anno successivo con Educazione sabauda, grazie anche all’invito di Fabio Fazio a suonare Io non sono razzista ma.. live a Che tempo che fa. Nonostante alcune critiche per il testo, la sua musica arriva al grande pubblico spingendolo a pubblicare il quarto album in studio, Sindrome di Toret.

L’ultimo lavoro è Iodegradabile pubblicato nel 2019, con un tour in programma interrotto dall’emergenza sanitaria.

Come da regolamento, della canzone con cui Willie Peyote gareggerà durante il 71° Festival di Sanremo sappiamo solo il titolo: Mai dire mai (La locura). Bisognerà attendere fino a martedì 2 marzo, la data fissata come inizio del festival.

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*immagine in evidenza: Instagram/Willie Peyote