Stefano De Martino ospita a Ciao Maschio

Le polemiche che stanno investendo il nuovo programma condotto dall’ex ministra Nunzia De Girolamo, coinvolgono anche Stefano De Martino. L’ex ballerino è caduto in una trappola che non avrebbe lasciato uscire indenne neanche il più fervente e convinto progressista, men che meno qualcuno che si presenta come “tradizionalista” e sforna quindi una serie di frasi dall’alto contenuto di luoghi comuni. Quando De Martino descrive la sua donna ideale, volente o nolente scende al livello di un programma che è triste da ascoltare.

Stefano De Martino ospite di Nunzia De Girolamo

I dati dello share hanno premiato la prima puntata di Ciao Maschio, il format Rai che ancora prima di partire era stato al centro di polemiche per la foto di Nunzia De Girolamo e Massimo Giletti.

Uno scatto che aveva già fatto subodorare che stesse per andare in scena qualcosa di particolarmente problematico. Nessuna sorpresa quindi nel leggere le critiche al programma della De Girolamo, che ha coinvolto tra i primi ospiti il sindaco De Magistris e Stefano De Martino.

Proprio il ballerino ed ex marito di Belen Rodriguez, oltre ad aver parlato della recente scomparsa di sua nonna, è stato protagonista di qualche frase che lo coinvolge direttamente nelle accuse al programma: luoghi comuni, scivoloni e una spruzzata di sessismo passato per tradizione.

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Stefano De Martino, carrellata di luoghi comuni sulle donne

L’ex volto di Amici e conduttore di Stasera è possibile, si è definito in tre parole lento, tradizionale e marinaro. Riguardo al primo aggettivo, ha rivendicato la necessità di godersi il proprio tempo nel fare le cose. Nel farlo, però, De Martino deve aver perso qualche anno di battaglia, anche televisiva, per aggiornare il modo in cui viene affrontato il tema dei generi e del rapporto uomo-donna.

Non si spiega, altrimenti, come a De Martino sia potuta sembrare una buona idea tornare a parlare, a febbraio 2021, del fatto che le donne siano più veloci degli uomini e di come questo sia “un dato di fatto“, qualsiasi cosa significhi; che si abbiano due modi di comunicare diversi e che “l’errore più comune delle donne è parlare con un uomo come se di fronte ci fosse una donna: abbiamo altri codici, più basici, elementari. Siamo lineari, semplici“.

Non si spiega, infine, come per De Martino sia stata una buona idea reiterare il cliché che “se una donna dice che sta bene, magari non sta bene.

Noi siamo legati al significato semantico delle cose“.

La “donna ideale” di Stefano De Martino

Non stupisce quindi che il passaggio seguente sia stato definire la sua donna ideale, che sia in linea con il suo essere un “giovane vecchio“: “Preferirei una donna estremamente tradizionale“. Il che, nell’economia del discorso di De Martino, potrebbe non essere un problema: tradizione come condivisione di ideali consolidati nel tempo, un discorso slegato dal rapporto strettamente uomo-donna. Le carte per uscirne bene ci sarebbero anche state, ma la De Girolamo spara un “deve fare anche il ragù?

“, riportando così indietro il discorso alla prima metà del secolo scorso.

“Equilibrio casalingo tradizionale”

De Magistris ha provato a tirare fuori da un impaccio in cui i due non sembrano rendersi conto di essere caduti, provando a portare un po’ di equilibrio almeno sul tema del ragù. Niente, però, De Martino rilancia dopo il racconto della De Girolamo sulla nonna che preparava i vestiti al nonno: “Spesso quando parli adesso alle donne di quel tipo di devozione, si confonde sempre per essere un po’ sessisti“; difficile però non ritenere un po’ sessista un discorso su “l’uomo che si prende cura della donna accollandosi a volte più responsabilità lavorative”.

De Martino aggiunge: “A volte si ha paura, c’è il politically correct: se dici una cosa a favore degli uomini sembra vada a discapito delle donne, ma c’è un equilibrio casalingo tradizionale da tenere bene a mente“. La De Girolamo piazza un “La famiglia al centro è un valore che va riscoperto” e il cerchio si chiude.

L’ombrello del contro-politically correct non ripara De Martino dalle critiche, specie in rete. Scivoloni, luoghi comuni che non fanno bene al discorso sui generi, ma per sua fortuna non lo rende sessista e non lo rende maschilista – per questo potrebbe bastare nello studio di un programma chiamato Ciao, maschio.

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