La parola magica

“i” come ignoranza. Le 9 “i” del nostro Governo ai tempi del Covid: tutte le promesse mai mantenute

La politica italiana al tempo del Covid-19: gli italiani sono più stremati dall'incompetenza dei governanti che dallo spettro del virus
Paolo Borzacchiello La Parola Magica

Quando ho guardato il film “Il giorno della marmotta”, con un impagabile Bill Murray, la storia di un tizio che si ritrova a vivere sempre la stessa giornata, ho pensato che si trattasse di una idea divertente e di certo assurda. Ho riconsiderato la cosa e ho dovuto ammettere che a volte la realtà supera in modo considerevole la fantasia.
Dopo oltre un anno dall’inizio dell’incubo Covid-19, infatti, siamo al punto di partenza, salvo camionate di banchi a rotelle che fanno la muffa in scuole chiuse, divieti di uscita e zone rosse (l’anno scorso non le chiamavano zone rosse, ma il succo è quello) e persone che, rispetto all’anno scorso, ormai proprio non ce la fanno più, stremate più dalla totale incompetenza dei nostri governanti che dallo spettro del virus.

Nel film, per uscire dall’incubo, Murray diventa consapevole di alcune dinamiche della sua vita e così ho pensato che un po’ di consapevolezza non guasterebbe nemmeno a noi, soprattutto se condita da un pizzico di ironia. Visto che i politici spesso fanno ridere senza saperlo, almeno facciamoci due risate consapevoli. Occupandomi io, in questa rubrica, di parole, ho pertanto deciso di prenderne in esame alcune.

Per rendere il tutto più sfizioso, ho scelto solo parole che iniziano per “i”, con riserva di sceglierne altre, nei prossimi articoli, con una iniziale diversa.

Chissà che sorprese ci riserveranno.

Preciso che la scelta della lettera “i” è completamente arbitraria e frutto del caso. Come, pare, la maggior parte delle misure messe in campo dalle eccelse menti che abbiamo visto all’opera in questi lunghissimi mesi. 

“i” come Ignoranza

“Ignorare determinate cose”, dice la Treccani.

Grazie alla nostra mirabolante classe politica, abbiamo avuto la possibilità di esplorarne a fondo i meandri, in campi anche molto diversi fra loro. Possiamo spaziare dall’ignoranza dei modi e tempi verbali di cui ci ha deliziato Di Maio, che si fa beffe della grammatica italiana così come della nostra intelligenza quando dice che “mai e poi mai” avrebbe fatto determinate cose e poi fa sempre esattamente il contrario, fino all’ignoranza del mio idolo personale, il commissario straordinario per la Calabria, tale Cotticelli, il quale ignora di essere il commissario speciale per la Calabria fino a che un inviato delle Iene glielo dice.

Adorabile.

“i” come Inettitudine

Mancanza di attitudine a un determinato ufficio, lavoro o esercizio (sempre Treccani). Le prove della totale inettitudine delle persone alle cui mani abbiamo (abbiamo? In effetti, ci sarebbe qui da aprire un altro capitolo) sono sparse ovunque. Potremmo parlare, giusto per recenza, della questione vaccini: vaccini che arrivano oppure no, hub chiusi, prenotazioni che saltano (a proposito, qualsiasi iniziativa governativa, qualsiasi, che prevedeva l’utilizzo di strumenti informatici per il godimento di vari bonus e diritti gentilmente concessi, qualsiasi ripeto qualsiasi, ha fatto crash il primo giorno di uscita sul mercato, o non ha funzionato, o è andata in tilt.

Qualsiasi), prenotazioni che non si fanno, ritardi.

Insomma, mentre nella tanto criticata Londra il numero di morti è sceso a zero e Boris, dileggiato allo sfinimento, sta vaccinando anche le panchine e i gatti randagi, noi ci siamo sentiti dire almeno 3 volte (e tre volte in un mese, con la gente che muore, è tanto), che “stavolta è la volta buona”. Come se fosse una partitella della domenica e non il piano vaccinale dalla cui esecuzione dipende (purtroppo) il futuro di una nazione.

 

“i” come Indecenza

Comportamento di chi, pur non avendone il diritto, salta la fila. Si spazia dai magistrati a pseudo intellettuali a showgirl di sorta. Insomma, ennesima prova di cialtroneria che caratterizza da sempre una certa Italia. Strano che poi all’estero siamo celebri per essere casinisti, mezzi truffatori e spaghettari con cui la gente non vuole lavorare. Strano davvero. Ah, quasi dimenticavo tutti coloro che hanno lucrato sulla povera gente vendendo gel per le mani a duecento volte il prezzo, mascherine vendute come dispositivi medici e che invece hanno il potere protettivo di un foglio di carta igienica, delinquenti che hanno speculato su mascherine, forniture e dio sa cos’altro. Fate venire il vomito. Sappiatelo. 

“i” come Idiozia

Questa evito di commentarla, ma vi propongo un gioco divertente. Chi è la prima persona che vi viene in mente se dico “idiozia”? Potete pensare anche al sottoscritto, ovviamente (siamo un paese libero, dicono). Considerate che la scena pubblica è ricchissima di esempi che potrebbero, per alcuni, rientrare in questa categoria: dalla presentatrice che ci spiega come lavarci la mani, a tutto il team del programma che richiama (povero lui) il lavoro di Orwell, ai politici che dedicano parte della loro esistenza agli amici pelosi e ai reportage su quanto sono buone le melanzane alla parmigiana di nonna.

Insomma, divertitevi (e notate che “potrebbero” e “per alcuni”, dal punto di vista linguistico, sono due virtuosismi che mi permettono di dire quello che voglio e di evitarmi una decina di cause).

“i” come Indolenza

Ovvero, mancanza di dinamismo da parte di chi, pur di fronte allo scempio di intelligenza commesso da alcuni bizzarri protagonisti della scena, tace e quindi acconsente. Ovvero, in riferimento a “inettitudine” e “indecenza”, scarsa o nulla capacità di prendere persone inette o indecenti a calci nel culo in modo tempestivo. Perché la cosa più terribile dell’aver subito il danno derivante da errori imperdonabili commessi da determinate persone è che queste persone hanno potuto commetterne altri, e altri ancora. Se pensate alla questione Lombardia e a personaggi come Gallera e Arcuri, avete un buon esempio di quel che sto dicendo. 

“i” come Incoerenza

L’elenco di azioni incoerenti è lungo, lunghissimo. Mi viene in mente il fatto che, ad esempio, fino a poche settimane fa, dal mio barbiere, mentre mi faceva la barba con un rasoio e senza che io indossassi la mascherina (si può levare, ovviamente, mentre ti radono), non mi potevo fare la manicure. Perché il rasoio per la barba va bene, il tronchese per le unghie no. Massaggi al viso durante la rasatura sì, massaggi al viso senza rasatura, invece no. Oppure, strepitoso, la questione delle candele, di cui ho già parlato in altri articoli: durante il week end, negli ipermercati puoi acquistare ceri per i morti (composti da cera e stoppini) ma non le candele (composti da cera e stoppini).

Oppure, parlando di questa Pasqua, pensiamo ai messaggi divulgati da alcuni tg: dovete restare chiusi in casa, ma potete uscire per andare a trovare i parenti. Non potete andare in vacanza in Italia perché c’è il Covid, ma ovviamente potete andare in vacanza praticamente ovunque nel mondo. L’elenco è lungo: se vi va, fatevi un elenco mentale di scempiaggini del genere, che magari vi incazzate un po’, che ogni tanto incazzarsi fa bene. 

“i” come Incomprensibilità

Teatri e cinema chiusi e chiese piene. Assorbenti vietati dopo le 18 a meno di dimostrare che sei mestruata. Treni Freccia su cui ti minacciano di morte se occupi tutti i posti a sedere (è vietato) e treni regionali in cui ti esortano a gran voce di occupare tutti i posti a sedere. Oppure, delizia, treni mezzi vuoti e arei pieni, come se stare in un cilindro di ferro, che sia su rotaie o volante, per il Covid faccia differenza. O forse questa è idiozia, chi lo sa. Non puoi andare al cinema, ma puoi fare la fila da Mediaworld. Non puoi acquistare assorbenti dopo le 18 (non è una ripetizione, è che proprio non ci credo) ma puoi comprare un treppiede in un negozio cinese che vende paccottiglia elettronica.

“i” come Irrilevanza

Di alcuni intelletti chiamati a gestire l’emergenza, ma anche di alcune (tante, troppe) misure, spacciate (al solito) come risolutive ed efficaci invece come l’oroscopo di Paolo Fox (come gli oroscopi in genere, a dirla tutta). Vi ricordate i guanti nei supermercati, che non ti facevano nemmeno entrare se non li indossavi? Monopattini? Banchi a rotelle? Bonus vacanze fantozziane? Lotterie degli scontrini mentre la gente fa la fame perché i politici ordinano chiusure a caso? Eh? Eh? Eh?

“i” come Illusioni

Ce ne hanno vendute tante. Non si sa se per idiozia (vedi sopra), imbecillità (vedi sopra) o semplice spietata cattiveria. Il fatto è che ce ne hanno vendute tante, e le illusioni alimentate a false parole (da “ne usciremo presto” a “se fate sacrifici a novembre avrete salvo il Natale” e così via, bugia dopo bugia, per oltre un anno, Pasqua 2021 compresa) poi provocano delusioni. E disagi economici e psicologici che qui non voglio nemmeno nominare. Dico solo: vergognatevi tutti, che non inizia per “i” ma non ho altro modo per dirlo. Vergognatevi tutti. 

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