Disastro colposo e omicidio plurimo: quali sono le accuse e cosa si rischia per la strage della funivia Stresa -Mottarone

Proseguono le indagini sulla tragedia della funivia Stresa-Mottarone avvenuta lo scorso 23 maggio. La Procura di Verbania sta lavorando per individuare la causa che ha portato alla rovinosa caduta della cabinovia, costata la vita a 14 persone.

In queste ore sono state fermate 3 persone che avrebbero ammesso l’esistenza di un guasto al freno della funivia. Attualmente si indaga per le accuse di “omicidio colposo plurimo” e “lesioni colpose” per il bimbo unico superstite, ma non si esclude l’individuazione di ulteriori reati.

Tragedia alla funivia Stresa-Mottarone: l’ammissione dei 3 fermati

Domenica 23 maggio, in prossimità del Lago Maggiore ha avuto luogo una tragedia: la una cabina della funivia che collega Stresa e il Mottarone è precipitata, causando la morte di 14 persone.

Il mezzo si è staccato dal cavo a circa 100 metri dalla stazione di Mottarone ed è rotolato lungo la montagna. La funivia era stata rimessa a nuovo nel 2016: da quanto si rileverebbe però a causare la tragedia sarebbe stato un malfunzionamento al sistema dei freni di sicurezza che avrebbe dovuto bloccare la cabina.

Ieri sera sono state fermate 3 persone sottoposte nella notte a severo interrogatorio. Pare che i 3 fermi abbiano ammesso la possibilità di un mancato funzionamento del freno.

Questa mattina l’ufficiale dell’Arma ha esposto ai microfoni di Buongiorno Regione quanto emerso dal colloquio: “C’erano malfunzionamenti nella funivia, è stata chiamata la manutenzione, che non ha risolto il problema, o lo ha risolto solo in parte. Per evitare ulteriori interruzioni del servizio, hanno scelto di lasciare la ‘forchetta’, che impedisce al freno d’emergenza di entrare in funzione“.

Le accuse per la tragedia della funivia Stresa-Mottarone

Attualmente sono ancora in corso le indagini che includeranno nuovi accertamenti tecnici e analisi dettagliate delle immagini delle telecamere di video sorveglianza che hanno ripreso la tragedia.

Al vaglio anche alcuni documenti in Regione. Il procuratore capo di Verbania Olimpia Bossi, che da domenica segue il caso, sta conducendo le indagini per “omicidio colposo plurimo”, per la morte dei 14 passeggeri, e per “lesioni colpose” per il piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto alla tragedia.

Disastro colposo: l’ipotesi del capo d’accusa

Bossi avrebbe inoltre avvertito di avere intenzione di includere e ipotizzare anche una particolare forma di “disastro colposo” fra i capi d’accusa.

“Penso che procederemo per un reato piuttosto raro che è quello di attentato, naturalmente colposo, alla sicurezza dei trasporti, con conseguenza di disastro colposo“, riporta Ansa. Le indagini procedono con cautela per individuare il quadro completo della situazione e per comprendere quali soggetti siano da ritenersi effettivamente incaricati alla gestione e revisione dell’impianto.

Le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose: cosa si rischia per la strage

Le accuse al momento rese note dal Procuratore di Verbania sono molto gravi benché restino a titolo di “colpa”. Il reato di omicidio colposo plurimo corrisponde al concorso formale di più reati, per ciascuno dei quali si prevede un termine di prescrizione.

Coloro i quali saranno individuati come colpevoli per la tragedia di Stresa-Mottarone potrebbero rischiare una condanna a 15 anni di reclusione per l’accusa di omicidio plurimo.

Per il capo d’accusa avanzato nelle ultime ore da Olimpia Bossi inoltre è prevista la condanna di reclusione tra i 3 e i 10 anni: il procuratore ha parlato di attentato colposo alla sicurezza dei trasporti con conseguente disastro colposo. Il primo di questi reati prevede una reclusione da 1 a 5 anni ma la sua aggravante porta la pena a un massimo di 10 anni di reclusione.

In merito all’accusa di lesioni colpose, la legge prevede una multa fino a 309 euro e la reclusione fino a 3 mesi.