simona ventura e niccolo bettarini

Sono state confermate le condanne per due degli aggressori di Niccolò Bettarini, accoltellato il primo luglio 2018 fuori dalla discoteca Old Fashion di Milano. La Cassazione ha rigettato i ricorsi di Davide Caddeo e Albano Jakej, rendendo definitive le condanne in Appello per il tentato omicidio aggravato del figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini.

Aggredirono Niccolò Bettarini: le condanne definitive

Gli Ermellini hanno rigettato la richiesta di ricorso di Davide Caddeo e Albano Jakej, due degli aggressori di Niccolò Bettarini, raggiunto da 8 coltellate fuori la discoteca dopo una serata tra amici.

La decisione della Cassazione conferma quindi le condanne decise dalla Corte di appello di Milano nel 2019: 8 anni per Caddeo e 6 anni e 4 mesi per Jakej.

I due erano stati condannati a una pena superiore in primo grado con rito abbreviato insieme agli altri due assalitori, Alessandro Ferzoco e Andi Arapi, sentenze poi modificate in Appello.

L’aggressione contro Niccolò Bettarini

Il 22enne figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini è stato aggredito fuori da una discoteca milanese mentre interveniva per difendere un suo amico. Niccolò Bettarini ha raccontato di essere stato riconosciuto dal branco che avrebbe quindi assalito lui: “Sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo“, gli avrebbero urlato.

Il giovane è stato aggredito con calci e pugni, poi le coltellate che, secondo la ricostruzione dei magistrati, sarebbero state inferte con l’intento di uccidere. L’intervento degli amici e la costituzione robusta avrebbero salvato Bettarini dal peggio. Il 22enne è stato ricoverato in ospedale, dove ha subito diversi interventi chirurgici.

Le parole di Simona Ventura e Stefano Bettarini dopo l’aggressione del figlio

Un’esperienza traumatica per i genitori di Niccolò Bettarini, come hanno raccontato loro stessi in diverse interviste.

Simona Ventura e Stefano Bettarini hanno condiviso i momenti in cui hanno ricevuto la drammatica notizia, subito dopo l’aggressione.

Sono stato svegliato la mattina da un mio amico che mi è venuto a suonare il campanello… ‘Guarda Stefano, tuo figlio è grave, è in fin di vita, l’hanno accoltellato all’uscita di un locale (…) In quel momento ti passano mille cose per la testa“, aveva raccontato a Rivelo l’ex calciatore.

Allo stesso modo la conduttrice ha raccontato quegli attimi disperati: “Il mio più grande incubo, come quello di ogni mamma, è ricevere una telefonata nel cuore della notte.

Ho ricevuto questa telefonata alle 05:30 del mattino, stavo andando all’aeroporto. Dall’altra parte c’era un’amica di Niccolò, una ragazza meravigliosa che l’ha difeso, che piangeva. Mi si è gelato il sangue“.

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