Desirée Mariottini, Brian Minthe resta in carcere

È di questi minuti la notizia che anche Brian Minthe, il quarto componente del branco accusato della morte di Desirée Mariottini, resterà in carcere. La notizia dopo la sentenza promulgata dalla Terza Corte d’Assise dalla quale, per un cavillo, Minthe risultava essere l’unico imputato a non adare in carcere.

La condanna è arrivata a 2 anni e mezzo dalla tragica morte della giovane Desirée Mariottini, scomparsa a soli 16 anni.

Desirée, le motivazioni sulla nuova ordinanza

AGGIORNAMENTO DELLE 12.40 – Secondo quanto riferito da AdnKronos la nuova ordinanza di custodia cautelare espressa contro Brian Minthe sarebbe stata motivata per pericolo di fuga.

Nell’ordinanza di tre pagine si legge “Concreto e attuale pericolo di fuga” “Anche al fine di sottrarsi all’esecuzione della pena come da lui fatto nell’immediato momento del decesso di Desirée Mariottini“.

Inoltre, sempre nel testo, si legge che Brian MintheNon ha mostrato segni di resipiscenza“. Inoltre, risultando sprovvvisto di abitazione, per Minthe “Non sarebbero praticabili misure meno gravose“.

Desirée Mariottini, resta in carcere Brian Minthe

Brian Minthe, nonostante la condanna a 24 anni e 6 mesi di reclusione era l’unico a non essere destinato al carcere per un cavillo, ovvero la scadenza dei termini di custodia cautelare.

I giudici della Terza Corte di Assise avevano disposto la scarcerazione per l’accusa di droga. Una decisione accolta con estremo disappunto dalla famiglia della vittima, che si aspettava i 4 ergastoli richiesti dalla procura.

In queste ore è stata però notificata a Brian Minthe la nuova misura cautelare disposta dalla Procura per l’accusa di omicidio della minorenne di Cisterna di Latina.

Le condanne per la morte di Desirée Mariottini

Per la morte di Desirée Mariottini sono stati condannati all’ergastolo Yussef Salia e Mamadou Gara, 27 anni per Alinno Chima e 24 anni e 6 mesi per Brian Minthe.

I quattro cittadini africani erano accusati di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori. La sentenza è stata letta nell’aula bunker di Rebibbia, alla presenza dei famigliari di Desirée; la procura aveva chiesto quattro ergastoli. Il Tribunale di Roma ha disposto anche una provvisionale immediatamente esecutiva, un risarcimento da 200mila euro per la madre e la sorella di Desirée, 100mila euro per il padre e 80mila euro.

Grande disappunto per la madre di Desirée, Barbara Mariottini: “Mi attendevo 4 ergastoli, non sono soddisfatta di questa sentenza soprattutto perché uno degli imputati torna libero e questonon doveva succedere.

Non ho avuto giustizia“.

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