monica cirinnà

In Senato va avanti la lotta sul Ddl Zan. Il disegno di legge contro la violenza e la discriminazione omotransfobica, sessista e abilista sta subendo un percorso lungo e ostacolato duramente soprattutto per modificarne il testo, che in quel caso dovrebbe tornare alla Camera. Monica Cirinnà, senatrice del Partito Democratico, ha parlato in Aula per spiegare perché il testo del ddl non andrebbe modificato.

Monica Cirinnà difende il testo del Ddl Zan

Monica Cirinnà, senatrice nota per le battaglie per i diritti civili e promotrice della legge sulle Unioni Civili, ha preso la parola in Aula per difendere fino alla fine quando contenuto nel disegno di legge.

Il testo Zan si occupa di pari dignità sociale. Il testo Zan si occupa di uguaglianza, si occupa di dare attuazione pienamente all’articolo 3 della Costituzione, una norma fondamentale sulla quale non dovrebbero esserci differenze tra di noi“, tuona in Aula contro la strumentalizzazione politica di questo Ddl fatta in questi ultimi mesi, nel tentativo sterile di ottenere voti. La senatrice ringrazia tutti, dagli influencer che si sono battuti per il testo fino a tutto il mondo LGBT e femminista.

Ddl Zan: cosa prevede

Il Ddl Zan si muove nel pieno rispetto dell’articolo 3 “punendo i reati d’odio, estendendo fattispecie già previste dalle nostri leggi e in particolare dalla Legge Mancino.

Non è vero che si introducono nuovi reati, si estendono reati già esistenti che sono il compimento di atti discriminatori e violenti e l’istigazione a commetterli“, spiega. “Non viene esteso il reato di propaganda delle idee che resta limitato alle idee fondate sull’odio razziale e sull’odio etnico“, i reati già esistenti vengono estesi, sottolinea “per proteggere alcune fondamentali dimensioni della personalità: sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità e per le stesse ragioni viene estesa la circostanza aggravante speciale dalla Legge Mancino“.

La libertà di espressione non è in pericolo

Abbiamo bisogno di tutele più forti“, sottolinea ancora rivolgendosi direttamente all’opposizione. “È e si resterà liberi comunque di dire ciò che si pensa. Non si sarà però liberi di istigare all’odio, di istigare alla discriminazione, di istigare alla violenza“. La Cirinnà aveva già spiegato in una intervista a The Social Post, come attorno al concetto di identità di genere venissero alimentate fake news con lo scopo di creare falsi timori nelle persone ed è per questo che il suo intervento in Aula è mosso dal tentativo di fare chiarezza una volta per tutte su quello che questo Ddl può fare o no.

L’articolo 4 del testo Zan non mette a rischio la libertà di espressione“, rimarca infatti, “chi lo dice forse vuole continuare ad essere libero di spargere odio e di alimentare violenza“. Il Ddl si occupa “di proteggere la dignità delle persone punendo solo le condotte idonee a determinare un concreto pericolo di violenza o di discriminazione“.

Ddl Zan e la cultura

Non solo però, fondamentale è anche fare cultura ed educazione, uno dei punti che più spesso vengono citati da chi fa ostruzionismo a questa legge.

Ai giovani “si cercherà solo di far capire, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica, che le differenze esistono e che devono essere rispettate“, questo “lo chiede la Costituzione“. “Stiamo solo provando a dare protezione a persone discriminate dalla violenza“, sottolinea ancora con forza.

Poi conclude: “Chi chiede mediazioni ora non è più credibile. Siamo ormai fuori tempo massimo“.

Ringrazio ancora la Presidenza per avermi concesso il tempo necessario a fare chiarezza sui contenuti del ddl Zan e sul passaggio politico-parlamentare in cui ci troviamo.

E anche per condividere la grande emozione nell’iniziare, per il Pd la discussione di un provvedimento atteso e urgente, che parla alla vita di tante persone“, ha scritto su Facebook la senatrice condividendo con tutti il suo intervento.

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