omicidio cerciello rega, parla la difesa di elder lee

Ci troviamo di fronte ad una sentenza non solo ingiusta, ma anche sbagliata nel merito“. È l’incipit del commento di Renato Borzone e Roberto Capra – legali del giovane americano Finnegan Lee Elder nell’ambito del processo sulla morte di Mario Cerciello Rega, ucciso il 26 luglio 2019 a Roma – dopo il deposito delle motivazioni della sentenza con cui i giudici della Corte d’Assise lo hanno condannato all’ergastolo in primo grado insieme a Christian Gabriel Natale Hjorth. La difesa parla di una “precisa volontà di non voler vedere la verità processuale“, e ribadisce che andrà avanti in appello.

Omicidio Cerciello Rega, i legali di Elder parlano dopo il deposito delle motivazioni della sentenza

Pochi giorni fa sono emerse le motivazioni della sentenza di condanna all’ergastoloemessa in primo grado il 5 maggio scorso – a carico dei due giovani americani imputati nel processo per la morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma nel 2019, e ora la difesa di uno di loro, il 21enne Finnegan Lee Elder, si esprime sul contenuto delle 346 pagine che compongono il documento depositato.

A parlare sono gli avvocati Renato Borzone Roberto e Capra, che tornano a esprimersi sulla decisione dei giudici della Corte d’Assise ribadendo che andranno avanti in appello.

Lo sottolinea l’avvocato Capra, che definisce “errata” la ricostruzione dei fatti in sentenza.

La lettura delle motivazioni – dichiarano i legali – mostra la precisa volontà di non voler vedere la verità processuale. Con che coraggio i giudici affermano che non sono emerse negligenze da parte delle forze dell’ordine quando diversi carabinieri sono ancora oggi sotto indagine per questa vicenda? Ci sono dati scientifici che dimostrano che tutte le ferite sono laterali al corpo e compatibili solo con una difesa da terra, come ha sempre dichiarato l’imputato.

Ci sono i video delle telecamere che smentiscono platealmente il principale testimone dell’accusa“.

È chiaro – aggiungono gli avvocati – che né i tempi né la logistica hanno permesso ai due carabinieri in borghese di identificarsi mostrando il tesserino ai due giovani americani. Questo non vuol negare la tragicità dei fatti, ma cambia completamente la situazione per i due ragazzi che hanno pensato di trovarsi di fronte due malviventi e non rappresentanti delle forze dell’ordine“.

Secondo i legali del 19enne, “leggere nelle motivazioni che la difesa ha ‘dileggiato la condotta delle vittime’ più che un insulto alle persone che cercano di far emergere la verità, appare come una necessità dei giudici per poter difendere, a prescindere, alcune testimonianze davvero poco credibili solo perché fatte da rappresentanti dell’Arma“.

L’avvocato Borzone aggiunge che la difesa “proseguirà alla ricerca di un vero processo e di un giudice non condizionato dalla divisa dei testimoni per stabilire una volta per tutte la verità dei fatti”.

Caso Cerciello Rega: le motivazioni della sentenza di primo grado

Per i giudici della prima Corte d’Assise di Roma – secondo le motivazioni della sentenza con cui Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth sono stati condannati in primo grado all’ergastolo per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega – gli imputati avrebbero una “allarmante personalità nonostante la loro giovane età“.

Questo, riportato da Adnkronos, uno dei passaggi del documento di 346 pagine in cui sono impresse le motivazioni e in cui si parlerebbe di “indubbia capacità criminale” degli imputati evidenziata da una “sconcertante perpetrazione di gravi reati posti in essere in un’inquietante escalation di illegalità, l’adesione a modelli comportamentali devianti, l’esaltazione delle droghe e l’ostentazione di armi e denaro quali simboli di affermazione documentati dalle immagini rinvenute sui loro telefonini (…).

Non siamo di fronte ad una reazione armata – scrivono i giudici –, ma al contrario ad un’azione finalizzata all’offesa volta ad evitare il verosimile arresto da parte delle forze dell’ordine intervenute sul posto e qualificatesi“.