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Denise Pipitone, l’ex pm Maria Angioni parla dopo il rinvio a giudizio per false dichiarazioni

Caso Pipitone: Maria Angioni, ex pm di Marsala rinviata a giudizio per false dichiarazioni, parla dopo la decisione della Procura
Maria Angioni parla dopo rinvio giudizio

Maria Angioni interviene dopo la notizia del rinvio a giudizio per false dichiarazioni a pubblico ministero: l’ex pm di Marsala, che si occupò del caso di Denise Pipitone nell’immediatezza della sua scomparsa, secondo quanto emerso dovrebbe andare a processo con prima udienza fissata per il 23 dicembre prossimo. A stretto giro, le sue parole sulla vicenda che la vede coinvolta dopo le affermazioni davanti alle telecamere di alcune note trasmissioni e agli inquirenti.

Denise Pipitone, l’ex pm Maria Angioni parla dopo il rinvio a giudizio

Il commento di Maria Angioni arriva su Facebook, a margine del rinvio a giudizio che la vedrà a processo per false dichiarazioni a pubblico ministero.

Per spirito di leale collaborazione con la Procura della Repubblica di Marsala – ha scritto l’ex pm del caso Pipitone in un posto – ho chiesto di essere sottoposta a un nuovo interrogatorio, in data successiva ai giorni in cui avrò avuto la materiale disponibilità degli atti del corposo fascicolo relativo al processo per il sequestro di Denise Pipitone, e diversi altri fascicoli rilevanti; la Procura ha fissato date che non mi avrebbero permesso di rendere dichiarazioni suffragate dagli atti, ho chiesto un rinvio, e come immediata reazione la Procura ha scelto di esercitare l’azione penale nei miei confronti.

Ho tempo a questo punto fino alla chiusura del dibattimento per eventualmente precisare e spiegare le mie dichiarazioni, con consapevole e ragionata valutazione degli atti.Interrogatori al buio niente da fare, mi dispiace, non ho iniziato e portato avanti tutta questa cosa per perdere tempo, e sprecare importanti occasioni per ristabilire verità utili. Non ho certo paura“.

Caso Pipitone: il commento di Maria Angioni dopo l’iscrizione nel registro degli indagati

E sempre via Facebook, qualche settimana fa, l’ex pm di Marsala si era detta pronta ad affrontare un eventuale percorso processuale: “Se ritrattassi e, abiurando, dichiarassi che quanto ho detto al Pm non è vero, il procedimento penale a mio carico si chiuderebbe subito (…). Io voglio il processo: è una cosa che devo, a me e a tante altre persone che hanno diritto a giustizia e verità”.

Ai microfoni di Adnkronos, nel giugno scorso, aveva commentato la sua iscrizione nel registro degli indagati in questi termini: “Mi aspettavo di ricevere l’avviso di garanzia.

Non sono sorpresa, ma sono molto seccata. Tanto è vero che prima di riceverlo ho presentato un esposto contro i pm“. “Quando ho parlato ho dato fastidio a qualcuno – aveva aggiunto all’agenzia di stampa –. Me lo aspettavo perfettamente. La gente si chiedeva perché io non avessi parlato nei 17 anni prima. Perché è chiaro che una volta che ho parlato qualcuno si è infastidito e che ci sarebbe stata una reazione”.

A piombare nel vortice dell’attenzione mediatica sono state anche alcune sue affermazioni che riguardano più strettamente Denise Pipitone: in televisione, dopo aver avanzato il sospetto presunti depistaggi e falle investigative nell’inchiesta di 17 anni fa sulla scomparsa della bimba di Mazara del Vallo, l’ex pm aveva parlato della sua “certezza” che Denise sia viva e abbia marito e figlia.

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