Cronaca Italia

Eitan, la zia materna rompe il silenzio da Tel Aviv: “Voglio adottarlo e crescerlo come figlio mio”

Dopo giorni di silenzio, anche la zia materna di Eitan parla di lui e rivela la sua intenzione di adottarlo, per rendere onore a un patto con la sorella deceduta.
eitan, terzo indagato per sequestro di persona

La vicenda di Eitan sembra non avere fine. Il piccolo sopravvissuto alla strage della funivia di Stresa-Mottarone si trova da giorni ormai in Israele, dove il nonno materno lo ha portato contro la volontà della famiglia paterna. Ora, anche la sorella della madre del bambino rompe il silenzio, rivelando le sue intenzioni: vuole adottarlo.

Eitan, la zia materna rompe il silenzio: “Voglio onorare le volontà di mia sorella”

Lo scorso 11 settembre, Shmuel Peleg è partito dall’Italia portando con sé il nipotino Eitan, unico sopravvissuto dalla strage di Stresa-Mottarone.

Dopo il traumatico evento che ha coinvolto la sua famiglia e che lui stesso ha vissuto in prima persona, ora il bambino si trova al centro di una seconda questione tanto delicata quanto drammatica. I nonni materni sono indagati per sequesto di persona, mentre gli zii paterni si dicono pronti da giorni a partire a Tel Aviv per ricongiungersi con lui. In queste ore, proprio da Israele è arrivata la voce della sorella della mamma di Eitan, che si è espressa su ciò che sta accadendo.

Voglio onorare le volontà di Tal, avevamo un patto.

Un patto tra sorelle sono le parole di Gali Peleg riportate da TgCom24. “Voglio adottarlo e crescerlo come figlio mio” spiega la sorella della donna defunta. “Noi siamo pronti a mettere tutto da parte. Eitan è la sola cosa che importa a me e alla mia famiglia ha aggiunto in un’intervista a La Stampa, smentendo l’interesse economico. Per il disastro nel quale tutta la sua famiglia è rimasta vittima, il piccolo Eitan avrà diritto a un‘eredità da milioni di euro e in queste settimane si è molto parlato del timore che la famiglia materna possa esserne interessata.

Attualmente, anche la zia paterna Aya, si è recata a Tel Aviv. Per il tribunale italiano è lei il tutore legale del bambino e negli ultimi giorni è riuscita a far anticipare la prima udienza per stabilire con chi dovrà andare il bambino, dal 29 al 23 settembre. “Vogliamo mostrare loro che per Eitan è meglio stare qui, come volevano i suoi genitori, che gli hanno sempre detto che a breve sarebbero tornati in Israele” spiega Gali Peleg.

Eitan, parla la nonna materna: “Qui è felice”

Anche la nonna materna di Eitan ha parlato di lui nelle ultime ore, ai microfoni della tv N12. Esther (Etty) Peleg, questo è il suo nome, avrebbe definito una sciocchezza le accuse di “lavaggio del cervello” mosse dalla zia paterna.

“Dal momento in cui è tornato qui è felice. Questo è il suo mondo da 6 anni” avrebbe affermato. “Perché questa è una famiglia calorosa e amorevole rispetto alla famiglia in Italia che si incontrava con lui al massimo una volta alla settimana” la sua motivazione.

“Ci stiamo preparando con tutti i mezzi necessari affinché Eitan rimanga qui in Israele, da ebreo, in una scuola israeliana e in un ambiente israeliano e con la famiglia calorosa e amorevole che conosce dalla nascita avrebbe ancora riferito.

Esther avrebbe infine dichiarato di aver ottenuto il permesso del Comune di Tel Aviv per iscriverlo a scuola e tutti lo stanno aspettando”.

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