Cronaca Nera

Morte Laura Ziliani, l’indizio che ha portato all’arresto delle due figlie e del fidanzato della maggiore

Un dettaglio che fin da subito ha fatto dubitare gli inquirenti sulla versione fornita dalle figlie della donna. elemento Che a luglio le ha fatte finire nel registro degli indagati
Laura Ziliani: tutti i misteri del caso

Un dettaglio ha permesso ai carabinieri di arrivare all’arresto delle due figlie di Laura Ziliani e del fidanzato della maggiore delle due. I tre risultavano indagati dalla fine di giugno e oggi è stata emessa dal Gip del Tribunale di Brescia l’ordinanza di custodia cautelare.

Laura Ziliani, ex vigilessa di Temù, è scomparsa lo scorso 8 maggio. A denunciarne la sparizione le stesse figlie della donna che avevano detto che la madre era partita al mattino presto per fare un’escursione in montagna. Inizialmente si era pensato ad un incidente, anche se sospetto dato che Ziliani era una escursionista esperta e prudente (soprattutto dopo aver visto morire il marito in una valanga nel 2012).

Nel corso delle settimane, a seguito dell’esito negativo delle ricerche, gli inquirenti hanno aperto a più ipotesi. La prima vera svolta, oltre all’inserimento nel registro degli indagati dei tre ora accusati di omicidio, è stato il ritrovamento del corpo lo scorso 8 agosto.

I resti di Laura Ziliani erano totalmente irriconiscibili, ad eccezione di due dettagli: gli orecchini e un segno nel piede. I resti della donna non erano però abbigliati con indumenti da montagna, bensì con intimo domestico e una vestaglia.

È stato il cellulare a “incastrare” le figlie di Laura Ziliani

I carabinieri del Comando Provinciale di Brescia non avrebbero mai creduto del tutto alla versione delle figlie della donna. Soprattutto dopo aver ritrovato il cellulare nascosto nella casa, quando era stato detto che l’oggetto era stato dimenticato in cucina. Sono stati proprio i dati del telefono a permettere agli inquirenti di capire che Laura Ziliani quella casa di Temù non l’avesse mai lasciata.

Il contapassi installato tramite app sullo smartphone aveva contato appena 38 passi, tra le 8 e le 8.20 del mattino del giorno della scomaprsa. Secondo quanto trapelato dalle carte della procura, il telefono è rimasto connesso oltre le 7 del mattino (ora in cui sarebbe uscita di casa Ziliani) per poi spegnersi verso le 10, orario in cui era atteso il suo ritorno) e ritornare intorno alle 2. In quel lasso di tempo in cui il cellulare è rimasto attivo però non sono state segnalate attività a livello di traffico dati e non è stato registrato alcun spostamento. Questo avrebbe fatto scricchiolare la prima versione fornita dalle figlie della donna e portato poi ad una serie di elementi probatori che hanno permesso di formulare le accuse di omicidio.

Cosa è successo a Laura Ziliani

Tra le ultime ipotesi emerse sulla scomparsa e la morte di Laura Ziliani c’è stata anche quella di un avvelenamento. Secondo le indiscrezioni, riferite da Quarto Grado, circa un mese prima della sparizione, Laura Ziliani avrebbe confidato a una persona a lei vicina di aver dormito per 36 ore consecutive dopo aver bevuto una tisana. Ai tempi l’ex vigilessa aveva parlato di un “lungo sonno”, come riferito dal quotidiano Il Giorno, che sarebbe al centro di inquietanti interrogativi ancora senza risposta.

Oltre all’avvelenamento si è anche parlato della possibilità di una doppia sepoltura per il corpo della 55enne. La mancanza di segni di avanzata decomposizione farebbero pensare che il corpo di Laura Ziliani potrebbe essere stato prima occultato in un luogo al riparo da agenti atmosferici e animali selvatici, e infine poi trasferito lungo il fiume Oglio, dove poi è stato ritrovato, con l’intento di disfarsene.

Potrebbe interessarti