Cronaca Italia

Funivia Stresa-Mottarone, spunta un nuovo testimone dopo la strage in cui morirono 14 persone

Strage Stresa-Mottarone: una nuova testimonianza si innesta nell'inchiesta sul disastro della funivia costato a vita a 14 persone. A breve al via le operazioni di rimozione della cabina precipitata
funivia Stresa-Mottarone: indagini sul forchettone

Strage Stresa-Mottarone: spunta un nuovo testimone nell’inchiesta sul disastro della funivia che costò la vita a 14 delle 15 persone a bordo della cabina precipitata il 23 maggio scorso, sopravvissuto soltanto un bimbo, il piccolo Eitan. La notizia emerge quando mancano ormai pochi giorni all’avvio delle operazioni di rimozione dei resti della struttura.

Funivia Stresa-Mottarone, spunta un nuovo testimone

Una nuova testimonianza si innesta nell’inchiesta sul disastro della funivia Stresa-Mottarone, strage avvenuta il 23 maggio scorso e in cui persero la vita 14 persone.

Unico sopravvissuto un bambino, Eitan, scampato alla morte e rimasto orfano di entrambi i genitori.

Secondo quanto appreso da Ansa, nelle maglie delle indagini sarebbe spuntata la versione di un ex dipendente che, il 7 giugno scorso, si sarebbe presentato spontaneamente agli inquirenti per riferire di fatti risalenti al 2019. 2 anni prima della tragedia.

Stando a quanto emerso, l’uomo avrebbe parlato di alcune “situazioni” relative a un presunto malfunzionamento dell’impianto frenante e, a supporto del suo racconto su pregresse segnalazioni di problemi al sistema, avrebbe consegnato un file audio contenente una conversazione dell’epoca con due colleghi (uno dei quali sarebbe Gabriele Tadini, caposervizio e oggi unico indagato, tra i 14 finiti sotto inchiesta, agli arresti domiciliari).

Funivia Stresa-Mottarone: al via la rimozione dei resti della cabina precipitata

È atteso nei prossimi giorni l’avvio delle operazioni di recupero dei resti della cabina precipitata il 23 maggio scorso a Stresa-Mottarone. Il via è previsto per l’11 ottobre, quando scatteranno le attività di rimozione con l’uso di un elicottero dei Vigili del fuoco.

La data dell’intervento sarebbe stata stabilita in tribunale a Verbania, nel corso di una riunione con i consulenti di parte. Per sollevare la struttura e liberare il sito del disastro, riferisce ancora l’Ansa, saranno tagliati 80-100 alberi per consentire di condurre le operazioni aeree necessarie in sicurezza.

Le indagini sull’incidente proseguono e al vaglio delle autorità sono finite le posizioni di 14 persone, iscritte nel registro degli indagati nelle settimane successive al disastro. I primi a finire nel fuoco dell’inchiesta erano stati Gabriele Tadini, caposervizio della funivia, Enrico Perocchio, direttore delle attività, e Luigi Nerini, gestore dell’impianto.

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