Cronaca Italia

Scontri a Roma, dalle chat emerge il “piano” segreto dei manifestanti. La procura apre due fascicoli

Dietro la violenta degenerazione della manifestazione di Roma ci sarebbe stato un piano studiato a tavolino, che avrebbe dovuto poi coinvolgere altre città. Spuntano le chat
manifestazione roma

La procura di Roma ha aperto due fascicoli di indagine sui fatti accaduti a Roma sabato, ovvero gli scontri che si sono generati dalla manifestazione No Green Pass che si è tenuta nel pomeriggio a piazza del Popolo. Un gruppo di manifestanti si è staccato dal punto di ritrovo e ha ripercorso le strade della Capitale fino ad arrivare a poche decine di metri da Palazzo Chigi e Montecitorio. Nel loro percorso i manifestanti hanno anche devastato la sede della Cgil e, in serata anche il pronto soccorso dell’ospedale Umberto I.

A seguito degli scontri, 12 persone sono state arrestate, tra questi i leader di Forza Nuova Fiore e Castellino.

Le violenze che si sono inscenate nella Capitale hanno avuto come conseguenza una forte polemica politica soprattutto con Giorgia Meloni, leader del partito di opposizione Fratelli d’Italia.

Intanto emergono nuovi elementi riguardanti l’organizzazione della “marcia” dei manifestanti che da piazza del Popolo si sono staccati andando in direzione Palazzo Chigi; pare ci fosse l’intenzione di replicare quanto accaduto a Capitol Hill.

La procura di Roma apre due fascicoli sulle violenze

I pm della procura di Roma hanno deciso di organizzare l’indagine su più livelli trattando separatamente gli arrestati, ritenuti i promotori della rivolta, e quanto accaduto per le strade, soprattutto presso la sede della Cgil.

Al momento la procura contesta ai sei arrestati, tra i quali risultano Roberto Fiore, Giuliano Castellino di Forza Nuova, l’ex Nar Luigi Aronica e l’attivista Pamela Testa, Biago Passaro, leader del movimento IoApro, i reati di istigazione a delinquere, devastazione e saccheggio.

Tra reati valutati dalla procura anche quello di reato contro personalità dello Stato.

Il caso è sotto il coordinamento del procuratore capo Michele Prestipino.

Il “piano segreto” dei manifestanti per l’assalto a Roma

Dalle indagini in corso su quanto accaduto a Roma sabato durante la manifestazione No Green Pass sarebbero emerse anche delle chat tra Telegram e Whatsapp che avrebbero portato alla luce un piano ben organizzato da parte dei manifestanti. Come riferisce Repubblica, pare che il gruppo staccatosi da piazza del Popolo avesse in mente i fatti di Capitol Hill come riferimento. Non solo, pare anche che Roma avrebbe dovuto essere solo il primo di tanti eventi simili: “Perché ora non si gioca più: le persone come noi la testa non la chinano“si legge sul quotidiano.

riferisce ancora Repubblica, citando alcuni messaggi audio inviati nelle chat; e ancora: “Questa manifestazione è soltanto un simbolo ma l’obiettivo è crescere, finché ci sarà la libertà da difendere“.

La gestione delle piazze No Green Pass

Come riferisce Repubblica, nel tam tam di messaggi che si sarebbero scambiati i manifestanti ce ne sarebbero anche alcuni di tipo più organizzativo: “Cari, in vista della manifestazione di sabato abbiamo creato un gruppo whatsapp nel quale andrà inserito il nome, il cognome e gli indirizzi mail.

Inoltre sarà importante scrivere cosa sapete fare, in modo da mettere a disposizione di tutti quanti le vostre capacità: chi è avvocato, chi è meccanico, la professionalità o un hobby che può essere utile. Se avete un’attività commerciale, segnalatela anche perché potrà essere utile per il percorso che faremo in questa lotta“.

Le piazze devono essere gestite in maniera dinamica. (…) Cambieremo percorso da un momento all’altro“. I sospetti sull’ipotesi che i manifestanti puntassero a palazzo Chigi avrebbero quindi trovato conferma.

Il mancato raggiungimento di questo ha fatto si che i manifestanti ripiegassero sulla sede della Cgil, “Il piano B“.

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